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Bergamo

Moro rinuncia allo stipendio. Ma spuntano nuove contestazioni

Di Redazione19 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marcello Moro

Marcello Moro

BERGAMO — Mentre all’orizzonte si profilano nuovi guai, dovuti all’assunzione di una assistente del suo staff su cui sta indagando la magistratura, l’assessore comunale all’Innovazione, nonchè presidente del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, Marcello Moro ha deciso di autosospendersi dalla giunta di Palazzo Frizzoni e dall’ente consortile, rinunciando ad entrambe le indennità.

A lui i magistrati contestano diversi reati, fra cui quello di corruzione per l’ormai nota vicenda Locatelli, quello di truffa aggravata per aver chiesto al Consorzio il rimborso di una cena da 1000 euro pagata con la carta di credito dell’amico calciatore Floccari, e ora l’abuso d’ufficio per l’assunzione di una ragazza nel suo staff.

Nel frattempo, Moro ha deciso di rinunciare allo stipendio di assessore. Lo ha fatto con una lettera inviata ai colleghi di giunta e al sindaco Franco Tentorio. Ecco il testo.

“Caro Franco e cari colleghi,
mi trovo nella spiacevole situazione di dovervi scrivere questa lettera a causa di eventi che mai avrei immaginato potessero verificarsi nel mio percorso di vita e personale. Come già anticipato ieri ho deciso di autosospendermi. L’ho deciso in piena libertà e motu proprio, come ben sai caro Franco e come ben sanno Cristian e Giuseppe, nonostante i giornali dicano che mi avete dovuto pregare… quante tristi bugie!!!.

Come già successo ieri in Consiglio anche oggi non avrò il piacere di rivedervi perché non parteciperò ai lavori di Giunta. Voglio evitare a voi e all’Ente tutto ulteriori pressioni e appetiti mediatici. Sappiate che sarò lì con il pensiero e con l’affetto. Sono certo capirete.

Questi anni insieme sono stati entusiasmanti e ricchi di soddisfazioni e spero possano proseguire nella normalità una volta chiarito tutto. Sempre insieme abbiamo raggiunto risultati importanti per la comunità e ne vado molto orgoglioso! Ho dedicato una vita intera a questo servizio alla società civile e sono certo di averlo fatto bene, con impegno, onestà e correttezza. Sempre. Lo dimostreranno i fatti e contro le illazioni e le accuse false e infondate mi difenderò coi denti perché la verità venga a galla.

Con rammarico constato che i processi mediatici mi hanno già dichiarato colpevole, senza che ad oggi nemmeno io conosca nei dettagli le accuse ed i reati che mi vengono contestati. Sono davvero molto sereno perché, nonostante tutto, sono tra i pochi che hanno ancora fiducia nella giustizia nel nostro Paese. Il mio silenzio mediatico è sempre stato votato al rispetto di chi sta indagando e perciò mi rammarico che fughe di notizie ad orologeria stiano continuamente riempiendo le pagine dei quotidiani.

Le accuse che leggo dai giornali sono prive di ogni fondamento, nonché allo stato per me ancora confuse. Per il rispetto dovuto all’Ente e per il rispetto dovuto a tutti voi e ai cittadini, con la presente mi autosospendo dalle mie funzioni. Spero che questo atto contribuisca a ristabilire un minimo di serenità per poter proseguire il lavoro. Questa decisione è anche volta a permettermi di respingere le accuse in modo libero e puntuale.

La politica è servizio e non solo poltrone o indennità. Quindi, liberamente e senza che nessuno mi debba pregare, chiedo che da oggi e per tutto il periodo di autosospensione non mi venga corrisposta l’indennità di funzione. Anche nel caso la legge ne prevedesse la possibilità”.

 

L’assessore Moro si autosospende. Ma manterrà lo stipendio?

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