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Bergamo

I sindacati strigliano gli industriali: investite o sarà un dramma

Di Redazione19 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I sindacati chiedono agli industriali nuovi investimenti per far ripartire l'economia

I sindacati chiedono agli industriali nuovi investimenti per far ripartire l’economia

BERGAMO — “Cari industriali, nei tempi floridi siete cresciuti e vi siete arricchiti. Adesso è venuta l’ora di tirare fuori i soldi e contribuire a salvare il tessuto industriale della Bergamasca”. E’ diretto, più che mai, il messaggio lanciato dal segretario provinciale della Cgil Luigi Bresciani al mondo imprenditoriale della nostra provincia.

Per evitare un autunno che si preannuncia davvero rovente sul fronte del lavoro, i sindacati cercano di dare una scossa prima di tutto agli industriali, chiamati a mettere in campo nuove idee e investire su progetti alternativi dopo il sostanziale fallimento dei modelli Valseriana e Bergamo.

Bresciani azzarda: “Facciano nascere almeno un progetto innovativo nei settori emergenti, dalla biodedilizia alla medicina, magari su una delle aree industriali dismesse. Ce ne sono tante: la Legler di Ponte S.Pietro, l’Honegger di Albino o la Indesit di Brembate Sopra”. Magari con il contributo della Regione o della Camera di commercio, aggiunge il segretario provinciale della Cisl Piccinini.

Insomma, tutto basta muoversi e non tirare i remi in barca quando le cose vanno male, sostiene Bresciani. Mentre Piccinini apre l’ipotesi di un piano provinciale per la riqualificazione e la rioccupazione, mirato alle vere esigenze delle imprese, sempre che le istituzioni ci sentano.

Certo è che senza interventi concreti e sostanziali, la situazione rischia addirittura di peggiorare, nel futuro prossimo. Secondo i dati forniti dai sindacati, attualmente fra Bergamo e provincia ci sono 40mila persone disoccupate o in cerca di lavoro. Nei prossimi mesi, se ne potrebbero aggiungere altre 5300 frutto del venir meno della cassa integrazione straordinaria, di cui 4900 iscritti alle liste di mobilità.

Il sistema bergamasco – imprese ed istituzioni – pare drammaticamente ingessato, sostengono i sindacati che lanciano un ulteriore allarme: vigilare sul sistema bancario provinciale, in modo che non restringa ulteriormente il credito alle imprese e alle famiglie. E intanto la povertà è in aumento.

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