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Politica

Disparità nelle giunte: 5 comuni lombardi diffidati

Di Redazione18 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Donne in politica

Donne in politica

MONZA — Sono cinque i Comuni lombardi che hanno ricevuto una lettera di diffida dalle associazioni “Midatt (Movimento italiano donne attive in politica)” e “Art. 51 Laboratorio di democrazia paritaria” per denunciare la presenza non equilibrata di uomini e donne nelle giunte comunali.

La richiesta ai 5 sindaci è di rispettare il principio di eguaglianza, revocando gli incarichi di alcuni assessori uomini e sostituendoli con altrettante donne.

In particolare le giunte di Cesano Maderno, Lesmo, Lissone, Meda e Monza non rispettano la parità di genere sancita dall’art.51 della Costituzione.

“L’azione che abbiamo intrapreso nei confronti di questi 5 comuni lombardi – spiega il Midatt – nasce dalla constatazione che in Italia, purtroppo, la quantità di donne che ricoprono cariche istituzionali e politiche è ancora troppo scarsa. Nel 2011, ad esempio, secondo dati pubblicati dal Sole&24Ore, nei Comuni italiani le donne erano solo il 19 per cento dei consiglieri e il 6 per cento degli assessori. E questo nonostante il fatto che anche il Testo Unico degli Enti locali del 2000 (art. 6, comma 3) disponga che tutti gli Statuti debbano prevedere norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomini e donne e promuovere la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del Comune. Una situazione inaccettabile che vogliamo denunciare e contrastare per evitare che si continui impunemente a violare la legislazione sulla parità uomo-donna”.

“Speriamo che le lettere di diffida – spiegano Midatt e Art. 51 – sortiscano il giusto effetto. Ma siamo pronte a procedere nelle sedi giudiziarie competenti, con eventuale ricorso al Tar. Dalla nostra parte abbiamo un precedente importante”

Dopo la vittoria contro la Regione Lombardia, che ha obbligato Formigoni a provvedere a un rimpasto in giunta, le associazioni che si battono per la parità di generi promettono di allargare la protesta ad altre istituzioni.

“Intendiamo difendere con fermezza e convinzione i principi della Costituzione, non solo in Lombardia, dove naturalmente prenderemo in considerazione i comuni dove si sono appena svolte le elezioni. Ma anche nelle altre regioni d’Italia. E in altri campi della società civile. Visto che su questo fronte siamo indietro. Basti infatti pensare che secondo il ‘Global Gender Gap Report 2011′ del World Economic Forum sul divario di opportunità tra uomini e donne nel mondo, il nostro Paese è al 74esimo posto su 135 Paesi”, concludono.

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