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Economia

Moody’s declassa banche, aziende e Regioni italiane

Di Redazione17 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Moody's

Moody’s

NEW YORK, Usa — Dopo il declassamento dell’Italia, la scure dell’agenzia di rating internazionale Moody’s si abbatte anche sulle banche, gli enti, le società pubbliche e le istituzioni italiane, penalizzandole agli occhi degli investitori.

Nel mirino sono finite dieci banche e tre istituti finziari italiani. Declassati Unicredit, Unicredit Leasing, Intesa Sanpaolo, Banca Cr Firenze, Banca Imi, Banca Monte Parma, Cassa Risparmio Parma e Piacenza, Banca Popolare Friulandria, Banca Carige, Credito Emiliano, GE Capital, Cassa Depositi e Prestiti e Ismea. Confermato il rating precedente di Banca Nazionale del Lavoro (Bnl).

Taglio del rating anche per 7 società Spa pubbliche italiane. Declassate Poste Italiane, Eni, Terna, Sias, Acea, Compagnia Valdostana delle acque e Atlantia. Sotto osservazione Finameccanica, Snam e Hera. Non hanno risentito invece i rating di Telecom Italia, Enel, Edison, A2a e Aeroporti di Roma.

Moody’s ha tagliato il rating di 23 enti pubblici italiani: 14 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto), Province autonome di Trento e Bolzano, 4 città capoluogo di Provincia (Milano, Napoli, Siena e Venezia) e Civitavecchia, oltre a Cassa del Trentino e Finlombarda SpA. Per Tn e Bz, Lombardia e Cassa del Trentino il rating è superiore a quello d’Italia. Per gli altri in linea o inferiore.

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