iscrizionenewslettergif
Politica

Pdl, il rientro di Berlusconi mette Capelli nell’angolo

Di Redazione13 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

Il segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli

BERGAMO — Tabula rasa. Il rientro in grande stile di Silvio Berlusconi cambia totalmente la prospettiva e il futuro del Pdl. Con la sua prorompente discesa in campo, il Cavaliere di fatto sconfessa il lavoro di democratizzazione del partito tentato da Alfano e rimette in discussione l’attuale assetto del Pdl, con conseguenze a cascata sui tutti i livelli. Locale compreso.

La candidatura di Berlusconi dice una sola cosa. Grazie ad Alfano per il lavoro fatto, ma con lui – a torto a a ragione – il partito è andato a cifre irrisorie. Potremmo disquisire per ore sul perché. Ma non è questo il punto. Il punto è che Berlusconi rade al suolo tutto quanto fatto negli ultimi dodici mesi. Torna a fare il padre-padrone del partito, ripropone una struttura leggera e si prepara ad azzerare i vertici a tutti i livelli, riportandoli nella sua orbita e sotto il controllo dei satrapi che considera a lui più vicini. Quindi, fine delle primarie, fine del partito costruito dal basso, fine dei vertici che arrivano dal territorio e via via cianciando.

Ora però si pone un problema politico. Nel mezzo ci sono stati i congressi. Congressi vinti talvolta con aspra critica nei confronti della condotta, tutt’altro che meritocratica e rappresentativa, dell’ex premier. Come nel caso del provinciale di Bergamo, che ha visto il trionfo di Angelo Capelli e del suo progetto politico formigoniano, in netta antitesi con il berlusconismo del passato.

Non è un mistero che Capelli abbia sempre espresso una posizione di forte critica nei confronti del Berlusconismo tout-court. E che al congresso abbia proposto un progetto (peraltro premiato dagli elettori) e una struttura organizzativa radicalmente differenti rispetto a quella del passato. “Aver vissuto gli ultimi anni sulle fortune mediatiche di Berlusconi, distanti dai problemi veri della gente, ci farà pagare un pesante scotto” aveva detto Capelli individuando in questo uno dei nodi del calo di consensi del partito. Basta leggere i punti cardine del programma dell’attuale segretario provinciale e il suo richiamo alle primarie, oppure la celebre lettera dei sindaci formigoniani, pubblicata prima del congresso, per capire su quali posizioni di forte critica al Berlusconismo Capelli abbia poggiato le sue fortune.

Ora il quadro, però, si è completamente capovolto. Formigoni è in caduta libera, Berlusconi in grande spolvero. E a questo punto Capelli si trova in un cul de sac: ha tutta la legittimazione popolare per governare, ma il suo progetto è disconosciuto dai vertici del partito. E allo stesso modo vengono ridimensionate le sue speranze (e quelle del suo principale sostenitore Marcello Raimondi) di correre per un seggio a Roma nel 2013, fino a ieri date per possibili.

Udc: raccolta firme contro il Pacì Paciana

Un gazebo dell'Udc BERGAMO -- Una raccolta di firma a sostegno dei residenti contro i disagi provocati dal ...

Sondaggi: Pdl, con Silvio o Angelino il risultato non cambia

Angelino Alfano e Silvio Berlusconi MILANO -- L'effetto "Silvio" sarebbe tutto un bluff. Lo sostiene l'ultimo sondaggio di Ipr, secondo ...