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Economia

Inps: i conti non tornano. Con l’Inpdap disavanzo da 6 miliardi

Di Redazione12 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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ROMA — I numeri dicono che la situazione è grave. Tanto da costringere il presidente dell’Inps Antonio Mastropasqua a un’uscita estemporanea, per gettare acqua sul fuoco e precisare che il rischio sul buco provocato dall’assorbimento dell’ex Inpdap può essere scongiurato al di là delle cifre stesse.

“La sostenibilità del sistema pensionistico è stata certificata da tutte le riforme che sono state fatte da ultima quella Monti-Fornero che ha avuto il gradimento della Commissione Europea, dell’Ocse, della Banca d’Italia” ha detto nelle scorse ore Mastropasqua dopo l’allarme sui conti che non tornano.

“La sostenibilità – dice il manager ai microfoni del Gr1 – è qualcosa che va oltre un bilancio che rappresenta dei numeri ma non rappresenta la tendenza. Quindi mi sento di poter dire che, a fronte di quello che sicuramente sono dei commenti tra il tecnico ma anche soprattutto politico, ci sono dei numeri incontrovertibili che sono dati dalla certificazione avvenuta dagli organismi e uropei della sostenibilità e delle buone riforme che sono state fatte nel nostro Paese”.

Però i numeri sono lì, incontrovertibili, a denunciare una situazione a dir poco grave. Il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’ente ha comunicato che con la confluenza dell’Inpdap e dell’Enpals nell’Inps “l’incidenza della spesa per prestazioni previdenziali e assistenziali sul Pil si attesta al 19,22 per cento nel 2012 rispetto al 13,79 delle previsioni originarie”.

Secondo il Civ, che ha chiesto al Governo interventi correttivi, “l’assunzione da parte dell’Inps del deficit imputabile al soppresso Inpdap comporterà nel breve periodo un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico pubblico”.

La gestione finanziaria di competenza dell’Inps con l’incorporazione dell’ex Inpdap e dell’ex Enpals, infatti, segnerà un disavanzo di quasi 6 miliardi di euro (5,977) nel 2012, a causa del rosso che lo stesso Inpdap porta con sè. Il disavanzo è destinato a salire e a sfiorare i 7 miliardi di euro sia nel 2013 (6,936) che nel 2014 (6,963).

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