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Treviglio, bagno inagibile: piscina “vietata” per bimbo disabile

Di Redazione11 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una piscina

Una piscina

TREVIGLIO — La sfortuna per una persona disabile non è quella di essere disabile, ma di esserlo in un paese come l’Italia. Viene da Treviglio l’ultimo inqualificabile episodio segnalato dall’associazione “Come noi” . Un bambino non può accedere alla piscina comunale perché i bagni dei disabili non sono ancora agibili. Ecco il racconto dalla mamma del bimbo, che chiameremo Paolo per difenderne la privacy.

“Paolo, frequentando il Cres del comune, oggi è andato in piscina con tutti i bambini; alle ore 12.00 mi ha chiamato la sua educatrice dicendo che
non poteva fargli la doccia perchè i bagni dei disabili non erano agibili. Ho chiamato subito il responsabile della piscina il quale mi ha detto che in effetti la situazione dei bagni non era delle migliori.

Per approfondire la questione, ho chiamato l’Asl e parlato con il responsabile del Dipartimento Prevenzione Medica, il quale mi ha confermato che la situazione dei servizi per i disabili non è rosea, ma di pazientare che “probabilmente” entro ottobre i lavori di rifacimento dei servizi e dei nuovi spogliatoi saranno terminati.

Sono andata a prendere Paolo e mi sono fatta accompagnare dal responsabile della piscina al bagno che hanno utilizzato per lavare i bambini: un container adibito ad infermeria con una porticina larga 40 cm. da dove si sbucava nel “bagno” con uno spazio per lavare i bambini tanto quanto una sedia di plastica incastrata dentro, senza il minimo appiglio o sicurezza. Una cosa vergognosa!

Ho chiesto di fare delle foto, ma prontamente il signore non me l’ha permesso. Cigliegina sulla torta: la responsabile del Cres ha detto all’educatrice di Paolo (che è anche stata rimproverata per avermi telefonato) che se non si fosse trovata la soluzione per lavare i bambini disabili, questi sarebbero stati a scuola a fare i giochi d’acqua (naturalmente mentre tutti gli altri erano in piscina).

A questo punto, veramente molto amareggiata per non dire incazzata, ho richiamato il responsabile dell’Asl. Mi ha promesso di trovare una soluzione. Staremo a vedere”.

LETTERA FIRMATA

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