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Politica

Bettoni: la Regione non dialoga con l’economia reale

Di Redazione10 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Valerio Bettoni

Valerio Bettoni

BERGAMO — “Un provvedimento che non dialoga con l’economia reale della Lombardia, che non sostiene i bilanci delle famiglie e delle imprese, tutti in pesante recessione, che non coglie le priorità dell’emergenza politica”. È quanto ha dichiarato stamane Valerio Bettoni, Consigliere regionale dell’Udc al Pirellone, durante il dibattito in aula sul Bilancio di Regione Lombardia.

Secondo Bettoni “la manovra di assestamento poteva e doveva rappresentare un’occasione per dimostrare un cambio di velocità per affrontare la crisi di ampi settori produttivi ed economici. Riteniamo che la nostra Regione abbia tutte le condizioni per poter rappresentare un punto di riferimento e porsi alla guida di un percorso di risanamento del Governo Monti, ma purtroppo ci troviamo di fronte ad un esecutivo stanco, privo di stimoli e quasi paralizzato, con la testa ancora in una fase politica ed economica ormai superata”.

L’esponente centrista ha poi posto l’accento sulla “incapacità da parte della Giunta di spendere in modo efficace e efficiente le risorse stanziate”. Da qui l’ idea di Bettoni di “istituire un Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione regionale con l’obiettivo migliorare in modo incisivo le procedure amministrative e gli strumenti di gestione delle risorse finanziarie”.

Infine le proposte del gruppo Udc che riguardano una “verifica del crono programma dei grandi investimenti sulle infrastrutture della mobilità in ottica Expo 2015; la ridefinizione con gli Enti Locali di una realistica mappatura dei lavori pubblici effettivamente attivabili in cantieri; la rinegoziazione con le parti sociali gli investimenti per il sostegno alle imprese che vanno incrementati, anche garantendo più ampie disponibilità creditizie, per la riduzione della disoccupazione – specie quella giovanile – e politiche di formazione e ricerca e una maggiore attenzione sulla rapita attuazione della città metropolitana a Milano, capitale dell’economia mediterranea e capitale della borsa e porla al centro decisivo di modernizzazione nel flusso di uomini e merci per un nuovo rapporto tra minifattura, terziario, servizi e ruolo finanziario come naturale approdo del cambiamento e della competitività”.

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