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Bergamo

Sabato cominciano i saldi, i commercianti incrociano le dita

Di Redazione5 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sabato cominciano i saldi estivi

Sabato cominciano i saldi estivi

BERGAMO — Saldi al via questo fine settimana a Bergamo: scatta sabato l’appuntamento con lo shopping d’occasione.

La stagione dei saldi estivi è stata inaugurata lunedì in Basilicata e Molise. Dopo le prime due regioni, il 7 luglio, seguono come l’anno scorso tutte le altre all’unisono. La proposta di partire tutti insieme ai blocchi delle vendite di fine stagione, senza false partenze o sprint era stata avanzata alle regioni da Confcommercio e Federdistribuzione, ponendo definitivamente fine alla frammentazione geografica degli sconti di fine stagione, con date diverse da regione a regione.

Le vendite scontate dureranno in media circa due mesi con varie differenze regionali. Per esempio, in Campania saranno di 90 giorni, in Liguria di 45 giorni e nel Lazio di sei settimane. In Lombardia i saldi dureranno anche quest’anno 60 giorni. Dal 6 giugno, come è noto, la Regione ha abolito il divieto di fare sconti e promozioni a un mese dalla partenza ufficiale dei saldi e quindi in tutta la Lombardia si possono trovare vendite promozionali autorizzate. Non si tratta ovviamente di saldi ufficiali ma di iniziative prese dai singoli commercianti.

I saldi saranno quest’anno ancora più attrattivi. “L’avvio dei saldi è un momento importante ed atteso come non mai quest’anno – sottolinea il presidente di Ascom Paolo Malvestiti -. Le vendite promozionali non hanno soddisfatto le grandi aspettative legate all’abolizione del divieto da parte della Regione. Quest’anno i saldi partiranno con una percentuale di sconto più alta dello scorso anno, con una media che va dal 40 al 50 per cento”.

Si scardinano così i meccanismi degli sconti progressivi al rialzo, con una gara nel destare l’attenzione con sconti irresistibili: “La procedura di avvio delle vendite di fine stagione al 30 per cento per poi salire al 40 e rilanciare ancora al 50 per cento sembra ormai volgere al termine. Quest’anno con i magazzini pieni si cerca in tutti i modi di carpire l’attenzione dei consumatori con offerte davvero vantaggiose. I commercianti scongiureranno il rischio di veder partire per le ferie quei pochi acquirenti a caccia di capi a prezzi d’occasione”.

Del resto la partenza dei saldi è la frazione più importante della corsa agli sconti: “I primi dieci giorni decidono le sorti dell’andamento delle vendite di fine stagione. Per cogliere al meglio l’opportunità dei saldi in una stagione difficile, caratterizzata dagli ulteriori tagli da parte delle famiglie alle spese, si cerca di fare davvero il possibile per attrarre i consumatori”.

Le vendite promozionali, con sconti dal 20 al 30 per cento in media, sono state il banco di prova della disponibilità ad acquistare da parte dei bergamaschi. “Il bilancio nella nostra provincia è stato deludente, vuoi per la discrezionalità nel fare promozioni, vuoi per la tendenza a rinviare gli acquisti. Le promozioni riguardavano solo alcuni articoli e sono serviti più che altro come invito all’acquisto. Anche se gli sconti erano dal 20 al 30 per cento in media le vendite non hanno soddisfatto le aspettative. La sensazione è che la gente che è intenzionata a fare acquisti temporeggi in attesa che i tagli al cartellino diventino più consistenti”.

Ecco un vademecum per gli acquisti stilato da Ascom per il corretto acquisto degli articoli in saldo:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo iniziale di vendita e lo sconto in percentuale, è facoltà indicare anche il prezzo di vendita ribassato, mentre è vietato indicare qualsiasi altro prezzo. E’ facoltà del commerciante – anche se fortemente consigliato- indicare anche il prezzo del capo ribassato, mentre è vietato esporre qualsiasi altro prezzo.

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