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Italia

Costa Concordia: la scatola nera non funzionava

Di Redazione3 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La plancia della Costa Concordia poco dopo il disastro

La plancia della Costa Concordia poco dopo il disastro

GROSSETO — Secondo il codice di navigazione le navi non possono salpare se non hanno la strumentazione perfettamente funzionante. Ma la cosa sembra essere stata del tutto ignorata dalla Costa Concordia che, al momento del disastro dell’Isola del Giglio, aveva componenti della strumentazione di bordo fuori uso.

In particolare, non funzionava la scatola nera che registra i dati. Lo ha stabilito la perizia tecnica effettuata dai consulenti della procura di Grosseto. Secondo quanto rilevato il prezioso apparecchio di registrazione di quanto avvenuto in plancia si era guastato quattro giorni prima del disastro. Pertanto, non contiene nessuna delle preziose informazioni che avrebbe potuto fornire circa i minuti antecedenti e successivi al disastro.

Tuttavia il sistema prevede che una “copia conforme” delle informazioni siano registrate contemporaneamente sul computer di servizio. Ma, a differenza della “scatola nera”, si tratta di un mezzo accessibile all’equipaggio. Toccherà ancora agli esperti dunque stabilire se quelle informazioni siano state in qualche modo manipolate nelle ore successive al disastro.

I periti hanno trovato che anche il sistema che controlla l’erogazione dell’energia elettrica sulla nave, il cosiddetto Martec, era malfunzionante. E le porte stagne e quelle frangifuoco erano aperte al momento dell’impatto con gli scogli del Giglio.

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