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Politica

Lusi si costituisce a Rebibbia: ora avrò molto da dire

Di Redazione21 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luigi Lusi

Luigi Lusi

ROMA — Centocinquantacinque lucine verdi si accendono sul tabellone di Palazzo Madama e per il senatore Luigi Lusi si aprono le porte del carcere di Rebibbia. Come previsto, il Senato ha dato il via libera alla richiesta di arresto dell’ex tesoriere della Margherita, accusato di avere sottratto dalle casse del partito 23 milioni di euro.

Il voto, a scrutinio palese, ha visto 155 sì, 3 no e un astenuto. Il Pdl non ha partecipato al voto lasciando al Pd il compito di giudicare un suo ex esponente. E’ la prima volta che il Senato concede l’autorizzazione all’arresto per un suo membro.

“Sono una persona che sta vivendo un incubo” ha commentato Lusi subito dopo aver appreso il verdetto. Poi, rivolto ai vertici del suo ex partito ha detto: “Ho notato che il senatore Bianco ha votato: almeno Rutelli non ha votato, ha avuto la decenza di non votare”.

Lusi ha lasciato Palazzo Madama da una uscita secondaria, per evitare le telecamere. Poi si è recato a Rebibbia per costituirsi. Oggi comparirà davanti al giudice per l’udienza preliminare Simonetta D’Alessandro, che ne ha chiesto l’arresto. Dovrà rispondere di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita. Ma se e ci sarà un’associazione, significa che le persone coinvolte saranno più di una. E ora Lusi, pubblicamente umiliato, vuoterà l sacco: “Non ho detto tutto, ci sono ancora approfondimenti da fare con i pubblici ministeri. Se lo vogliono”.

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