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Politica

Renzo Bossi querelato dal leghista Caparini

Di Redazione17 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Renzo Bossi, detto il Trota

Renzo Bossi, detto il Trota

BRESCIA — Altro che muto come un pesce, ogni volta che il Trota parla finisce nei guai. Stavolta gli sono state fatali alcune frasi su Facebook in cui avrebbe offeso l’ex collega di partito Davide Caparini che, per risposta lo ha querelato.

E così Renzo Bossi sabato mattina ha dovuto presentarsi in Procura a Brescia per essere interrogato dal pubblico ministero Fabio Salamone e dal sostituto procuratore Carlo Pappalardo. L’incontro è cominciato alle undici ed è terminato intorno a mezzogiorno.

La querela risale al 15 maggio. Davide Caparini ha ritenuto assolutamente offensivo quanto postato sul social network da Renzo Bossi in risposta a un suo quesito. A un quesito di Caparini che si chiedeva se Bossi Jr si fosse dimesso solo dal consiglio regionale o anche dalla Lega, il Trota alle 3 del mattino rispondeva testualmente: “Caro Davide vorrei ricordarti, visto che hai la memoria corta, che dalle intercettazioni (pubblicate sull’Espresso) risulta che tu abbia chiesto 850.000 euro alla Lega per la questione Frigerio in tribunale, quando il titolo delle rate da pagare, che il giudice ha deciso, sono di 400.000 euro… Gli altri 450.000? Quindi confido anch’io nelle tue dimissioni”.

Ebbene, nel giro di poco tempo la questione è finita in Procura.

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