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Politica

Pdl verso le primarie: segreteria Capelli a rischio?

Di Redazione12 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore provinciale del Pdl Angelo Capelli

Il coordinatore provinciale del Pdl Angelo Capelli

BERGAMO — Elezioni primarie a tutti i livelli per decidere vertici e dirigenti. E’ questo l’orientamento che si sta facendo strada nel Pdl lombardo.

L’obiettivo è quello di arrivare – il prima possibile, visto l’imminenza di passaggi politici determinanti nei prossimi 12 mesi -, alla definitiva democratizzazione del partito. Il periodo di transizione inaugurato con il passaggio di consegne ad Angelino Alfano non può essere infinito, sostengono i guru del Pdl. Occorre chiudere la transizione e arrivare molto presto a una struttura ben definita del partito nelle mani del coordinatore nazionale.

Per questo, secondo quanto trapelato, Milano vede la necessità di proseguire nella trasformazione del Popolo della Libertà e di arrivare a un partito i cui vertici regionali, provinciali e giovanili siano eletti direttamente attraverso consultazioni primarie, ad iscrizione.

Alle consultazioni, dunque, saranno chiamati a partecipare gli iscritti del partito, ma non solo. Ciò consentirebbe un allargamento della base elettorale, ricollegandola alle effettive espressioni del territorio. Ed eliminerebbe, in un sol colpo, il discusso e discutibile meccanismo dei tesseramenti che tanti problemi ha causato nel passato recente.

Nell’intenzione degli strateghi, una chiamata alle armi democratica, una grande mobilitazione elettorale di iscritti, simpatizzanti ed amici sortirebbe l’effetto di mostrare che il Pdl è tutt’altro che morto. Ciò consentirebbe di recuperare qualche punto percentuale per un partito che, stando agli ultimi sondaggi, si attesta al 17 per cento dei consensi, 20 punti in meno del 2008.

E’ evidente che se queste saranno le decisioni regionali, ci saranno ricadute a cascata anche sui livelli provinciali. Il periodo di transizione che si è aperto con i congressi del febbraio scorso è dunque destinato a finire presto, per lasciare posto al rilancio del partito attraverso le primarie.

Tradotto in salsa Bergamasca, la segreteria di Capelli potrebbe avere i mesi contati. Per poi lasciare spazio a nuove consultazioni in cui si confronteranno tutte le correnti pidielline, ma stavolta ognuna con il proprio candidato. Si tratta di un meccanismo destinato a rompere i rapporti di coesione attuali. Perché Cl sarà chiamata a correre con il suo candidato, i laici formigoniani con il loro, gli ex An pure. E così i laici piccinelliani, i saffiottiani, gli ex socialisti, i liberali, i giovani e così via.

Va da sé che i gruppi più organizzati, come quelli dell’area ciellina, potrebbero trarre un vantaggio dal nuovo metodo, peraltro chiesto a gran voce da Formigoni nei mesi scorsi. Si tratta di un rimescolamento di carte, una scomposizione e ricomposizione del quadro politico, che potrebbe portare sorprese a tutti i livelli.

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