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Politica

Pro o contro Alfano? Documento di Capelli scatena putiferio nel Pdl

Di Redazione7 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore provinciale del Pdl Angelo Capelli

Il coordinatore provinciale del Pdl Angelo Capelli

BERGAMO — Sta scatenando un putiferio politico il documento inviato dal segretario provinciale del Pdl Angelo Capelli al coordinatore nazionale del partito Angelino Alfano. Per tutto il pomeriggio i telefoni sulla linea Bergamo-Milano-Roma sono stati roventi, per le telefonate a dir poco irritate di esponenti di primissimo piano del partito. Ma cosa ha scritto Capelli per suscitare una reazione così veemente?

Una frasetta, messa lì forse senza valutare al meglio le conseguenze. Nel documento pubblicato questa mattina da L’Eco di Bergamo – e non messo ai voti durante il coordinamento provinciale di martedì sera -, Capelli chiede di indire subito i congressi comunali, “arrivando alla convocazione dei congressi regionali e nazionale”.

Tradotto dal politichese: Alfano, Mantovani & Co si facciano da parte e concedano alla base la possibilità di votare chi vuole. Una sorta di messa in discussione dei vertici regionali e nazionali, nominati da Berlusconi, che non esclude nemmeno i parlamentari, già attaccati nelle prime uscite dopo il congresso. Nel documento inviato ad Alfano, Capelli scrive che “occorre varare le riforme sperate e mai attuate, anche attraverso l’elezione di parlamentari legittimati dalle preferenze”. E aggiunge “sarebbe perfino dannoso inventare percorsi di rinnovamento della nostra classe dirigente che partano ancora dall’alto, immaginando di tirare fuori dal cilindro volti telegenici”. Ai vertici romani c’è chi ha visto un riferimento alla “bergamasca” Mariastella Gelmini, in ascesa nelle quotazioni del partito.

Insomma Capelli, seppur legittimamente, espone la sua critica facendo leva su un documento derivato dall’esperienza diretta sul campo. Ovvero dagli incontri che il coordinatore provinciale ha avuto nelle ultime settimane con sindaci, amministratori e esponenti locali del partito in Bergamasca. Pidiellini che hanno mandato un segnale chiaro alle scorse elezioni “di non condivisione” e della “necessità di un cambiamento”.

Visto però il clamore provocato dal documento, nel pomeriggio il segretario provinciale ha tentato di gettare acqua sul fuoco attraverso un comunicato stampa. “Il Pdl di Bergamo – si legge nella nota – condivide le riflessioni del presidente del Senato Renato Schifani, il quale afferma che Angelino Alfano ha segnato una svolta e ha dimostrato sul campo di sapere fare politica, di sapere incalzare Monti”.

Insomma, rientrano i dubbi sulla conduzione di Alfano, ma “per rilanciare il Pdl occorre rinsaldare i rapporti tra partito e società civile e le risorse necessarie per formare una nuova classe dirigente”, precisa Capelli che poi ribadisce: “Sosteniamo l’azione riformatrice del segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano e siamo con lui nel lavoro di trasformatore del partito. Occorre confermare l’impegno verso un cambiamento radicale all’interno del Pdl, fondato innanzitutto sul coraggio di completare la democratizzazione del partito, indicendo i congressi comunali per arrivare a quelli regionali e nazionali”.

“Il Pdl del territorio esprime, insieme alla forte preoccupazione dettata dalla crisi, la voglia e il coraggio del cambiamento, basato sul merito e sull’impegno di ciascuno. Un impegno espresso anche in una lettera di sintesi delle riflessioni svolte dal coordinamento provinciale inviata direttamente ad Alfano, che va letta come a totale sostegno dell’azione che deve riformare, così come vuole Alfano, il partito spronandone lo sforzo di cambiamento che troverà il Pdl di Bergamo al suo fianco nella battaglia per la riforma da lui proclamata”, continua il comunicato.

“Occorre, pertanto, confermare la necessità di realizzare un partito che permetta il rilancio della nostra azione politica, che faccia comprendere che non siamo per una politica economica d’inasprimento fiscale, non siamo per la difesa dei poteri finanziari a scapito dell’economia reale e del lavoro, ma siamo per una riforma modernizzatrice dello Stato che lo renda più efficiente, meno invasivo e meno costoso, siamo insomma per la difesa della Libertà di ogni persona”.

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