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Brindisi, confessa l’attentatore: è un benzinaio di Lecce

Di Redazione7 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le immagini dell'attentatore

Le immagini dell'attentatore

BRINDISI — Ha confessato. Sempre che non si tratti di un mitomane, l’uomo che ha messo una bomba davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, provocando la morte di una ragazza di 16 anni, è Giovanni Vantaggiato, sessantottenne titolare di un deposito di carburanti agricoli di Copertino, in provincia di Lecce.

Dopo nove ore d’interrogatorio, l’uomo, sposato con due figli, avrebbe ammesso: “Sì, quella bomba l’ho fatta io da solo. L’ho pensata e l’ho costruita”.

“Su Brindisi ho sentito tante sciocchezze – aveva anticipato in mattinata il capo della Polizia Antonio Manganelli -, la mafia locale, terrorismo brigatista, Cosa Nostra. Ma non c’entrano nè la mafia nè gli anarco-insurrezionalisti del Fai. Ci arriveremo a chi è stato”.

E la svolta è arrivata. Sul sessantottenne era già stata raccolta una serie di elementi che più fonti hanno definito fin dal pomeriggio “altamente significativi”. Prima di tutto la somiglianza molto accentuata con l’uomo ripreso la mattina dell’attentato dalle telecamere poste sul chiosco davanti alla scuola. Poi una certa dimestichezza con le bombole, e infine il problema al braccio destro. E poi due auto riconducibili a Vantaggiato riprese dalle telecamere dei dintorni. Una Punto Bianca che sarebbe passare più volte nei pressi della scuola prima dell’esplosione, e un’altra vettura che, dalla targa, è risultata intestata ad un membro della famiglia del sessantottenne.

Ulteriore conferma è arrivata dalle celle telefoniche agganciate dal cellulare: quelle del ripetitore della scuola. Mentre nel deposito del benzinaio sono state trovate delle bombole che stanno per essere comparate con quelle dell’esplosione.

Resta da capire il movente. Vendetta privata o risentimento verso il preside della scuola, Angelo Rampino. Oppure una truffa da 300mila euro di cui il benzinaio era rimasto vittima, e quindi ce l’aveva con la malagiustizia e il mondo. Il tribunale di Brindisi si trova dietro la scuola ma è fortemente controllato. E alla fine a rimetterci la vita è stata una giovane di 16 anni.

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