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Provincia

Bergamo, vola il turismo grazie all’aeroporto

Di Redazione5 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un aereo sopra Bergamo

Un aereo sopra Bergamo

BERGAMO — Nonostante una stagione sciistica a dir poco disastrosa, il turismo in Bergamasca continua a crescere. Lo dicono i dati presentati dall’assessore provinciale Giorgio Bonassoli e dal direttore del Cestit dell’Università di Bergamo Andrea Macchiavelli.

Il rapporto dell’Osservatorio turistico rileva un andamento marcatamente positivo per il turismo bergamasco, che dopo un buon 2010, continua a crescere. “E’ sempre l’aeroporto di Orio che traina, ma si avvertono i benefici di una crescita autonoma delle aree. Una delle grosse novità quest’anno arriva dal mondo delle Orobie che, dopo anni di trend negativo, registra un segno positivo”, spiega l’assessore Bonassoli che ha ringraziato gli attori turistici del territorio per la collaborazione nel fornire “dati e numeri necessari per poter sviluppare una politica più mirata nei vari territori”. Per la prima volta, Bergamo e l’hinterland è stata scorporata dalla Pianura: “una scelta positiva che ha confermato le tendenze diverse delle due aree”.

Come spiegato da Macchiavelli, la provincia di Bergamo riveste un ruolo trainante per il turismo lombardo. Nel periodo 2002 – 2011 gli arrivi sono aumentati del 95,5 per cento. “Il vero scatto si è verificato nel 2006, con lo sviluppo dell’aeroporto”. Il 2011 registra un incremento del 5,8 per cento in termini di presenze e del 15,8 in termini di arrivi. In linea con la tendenza nazionale, l’andamento è maggiormente positivo per gli stranieri (più 9 per cento per le presenze e oltre il 20 per gli arrivi). Quindi, nel giro di un solo anno gli stranieri giunti sono aumentati di un quinto.

Questo divario tra arrivi e presenze indica chiaramente una contrazione della durata media del soggiorno del turista, che passa da 2,16 giorni del 2010 a 1,96. “Il calo è ancora più forte nel lungo periodo. Sta cambiando la tipologia di vacanze e affermando un turismo di tipo veloce, di tre-due giorni”, sottolinea Macchiavelli.

Anche la spesa media per turista si contrae: Orio porta più turisti ma ne modifica la composizione. Se in città arrivano soprattutto spagnoli, nelle Orobie e nei Laghi il primato è per i tedeschi. Nell’Isola e pianura invece predominano i romeni, legati a un turismo di tipo produttivo e lavorativo. La grande Bergamo si consolida e l’offerta si riqualifica. I laghi proseguono il trend di sviluppo con un rafforzamento dell’integrazione.

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