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Politica

Sorte: il Pdl deve ridare speranze al ceto medio

Di Redazione1 giugno 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandro Sorte

Alessandro Sorte

BERGAMO — “Se il Pdl non torna a dare alla gente sogni e speranze è un partito destinato a finire”. Sono le parole del consigliere provinciale Alessandro Sorte che in questa intervista rilasciata a Bergamosera spiega le motivazioni che hanno spinto i giovani del suo partito ad organizzare per sabato prossimo, 2 giugno, festa della Repubblica, il no-tax day, alla Casa del giovane di Bergamo.

“E’ una manifestazione che la Giovane Italia ha voluto con forza, per dare un segnale chiaro in un giorno importante. Vuole ricordare agli italiani e ai nostri elettori che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, non sulle tasse”.

Le ultime elezioni però sono state un disastro per il Pdl. Da dove ripartite?
Da qui. Ricostruire, ricordando cosa è stato per noi il 1994, un grande momento di speranza in cui un imprenditore che ha costruito da solo le sue fortune, partendo da zero, è sceso in campo e ha parlato dritto agli occhi e al cuore degli italiani di meno tasse, meno Stato, meno sprechi. Credo che questo sia lo spirito cardine su cui rilanciare il Pdl.

Sente anche lei il desiderio di “formattare il partito”?
No, la formattazione è un’idea che parte da un gruppo di giovani. Ha un presupposto vero: nel partito qualcosa non ha funzionato, certe candidature sono state sbagliate. Però penso che i giovani per primi debbano parlare di meritocrazia dopo aver dimostrato di avere il consenso dei cittadini. Prima di dire che alcuni si devono spostare per far spazio ai giovani, per avere questa patente morale, vorrei capire il percorso politico che questi giovani hanno fatto e da che parte sono stati legittimati per dire a chi c’è di andarsene. Per avere una legittimazione prima devono dimostrare di avere consenso, sani principi e buone idee.

A livello nazionale, Montezemolo è orfano del centro. Lo imbarcherete voi?
Dal punto di vista politico, il Pdl non è un orfanotrofio. Montezemolo non ha le caratteristiche di Berlusconi. Non vedo una discesa in campo di Montezemolo dirompente come quella di Berlusconi del 1994. Potrà contribuire alla creazione di un grande partito moderato. Ma il Pdl deve soprattutto riformarsi al suo interno, per parlare meglio ai suoi elettori.

C’è lo spirito del ’94 ma è mancata la concretezza…
Abbiamo avuto grandissimi problemi con i poteri forti e quelle forze sociali che si ostinano a non voler cambiare, sempre di traverso rispetto a qualsiasi ipotesi di riforma. Forze che spesso arrivano dai mondi di sinistra e che paradossalmente sono le più conservatrici, per mantenere privilegi che l’Italia non può più permettersi.

Però, nell’opinione degli italiani la classe più privilegiata in assoluto è quella politica…
E’ un tema vero. E’ un nodo che doveva venire al pettine. Lo si sta affrontando con passaggi ancora troppo lenti, ma qualcosa si sta facendo. I ruoli politici oggi sono esposti al pubblico ludibrio. C’è chi ha dato cattivo esempio, ma c’è anche una parte della classe politica che sta facendo il suo mestiere.

A chi si riferisce?
A quelli che fanno buona politica, che pensano davvero a riformare il nostro paese. I nostri parlamentari bergamaschi, per esempio. Sono giovani. Stanno lavorando bene a Roma. Ultimamente il termine parlamentare è caduto in disgrazia. Ma io credo che noi, a Bergamo, abbiamo esempi positivi. I nostri tre parlamentari sono persone per bene, vanno in parlamento, lavorano molto, presentano disegni di legge importanti. Le faccio un esempio: Fontana è il primo firmatario della legge che ha abolito la leva obbligatoria per i giovani.

Ma li ricandiderete?
Credo che quando sarà portato ai cittadini il buon lavoro che è stato fatto nei cinque anni passati, quello delle proposte e dei disegni di legge, delle battaglie per il territorio, il loro bilancio sarà certamente positivo.

Su quali contenuti tenterete il rilancio del Pdl?
Credo che questo paese possa cambiare solo se si rende conto che alcune riforme sono indispensabili. In parte il nostro partito le ha portate avanti, creando molti scontenti. Parlo per esempio della riforma del lavoro che riguarda i giovani.

Sì, ma l’ha fatta il governo Monti più che il Pdl…
Con i nostri voti, così come la riforma delle pensioni.

A suon di fiducia…
A suon di fiducia, certo. Ma credo che una classe dirigente non è tale se non ha il coraggio di dire agli italiani come stanno le cose.

Però, nella percezione degli italiani, il lavoro sporco lo avete fatto fare a Monti…
Noi ci siamo presi la responsabilità di sostenere il governo Monti. Per questa scelta abbiamo sofferto. I nostri parlamentari sapevano perfettamente che non sostenerlo sarebbe stato molto più comodo e facile, e avrebbe scatenato meno scontenti.

Il Pdl tenta il rilancio

Il Pdl tenta il rilancio

Non sostenerlo significava andare al voto: con il Pdl in caduta libera…
Non è così. Purtroppo non sostenere il governo Monti sarebbe equivalso a gettare l’Italia nel baratro. Perchè, non dimentichiamolo, è questo che ci diceva l’Europa. Tanto è vero che anche il Partito Democratico ha fatto questa scelta.

Ha i vostri stessi problemi…
Fare la riforma delle pensioni e allungare l’età lavorativa è stata una scelta drammatica per milioni di persone. Ma se una classe dirigente non sa spiegare ai propri cittadini che l’alternativa sarebbe stata non avere più la pensione, perché è di questo che stiamo parlando, del default del paese con annessi e connessi, ebbene questa classe dirigente è destinata a perdersi.

I rapporti con la Lega come sono?
Gli amici della Lega, che erano nostri alleati e con cui condividiamo alcune battaglie, hanno scelto di protestare contro il governo. La dimostrazione più plateale, ricorderà, è stata quella dell’aereo che sorvola Bergamo mentre il presidente del consiglio parla. I nostri parlamentari invece sono critici e cercano di migliorare i provvedimenti del governo. Noi ci prendiamo questa responsabilità. Ci troveremo tutti il 2 giugno per rilanciare i nostri valori, quelli che i nostri parlamentari porteranno avanti. In parlamento, perché è quella la sede vera in cui si possono cambiare le cose.

Ma perchè no-tax day? In fondo le tasse vanno pagate…
La tasse devono essere pagate. Ma la pressione fiscale nel nostro paese ha raggiunto una soglia intollerabile. Basta tasse, andiamo a vedere dove sono gli sprechi.

Avete avuto vent’anni per farlo…
Sappiamo che dobbiamo migliorarci. Sappiamo che dobbiamo cambiare registro. L’elezione di Alfano va vista in quest’ottica.

Ma quanto conta davvero Alfano e quanto Berlusconi?
Il segretario del partito è Alfano. A Berlusconi dobbiamo molto, ma so che dobbiamo ripartire.

Avete un problema di credibilità…
Il Pdl è un partito che rappresenta la spina dorsale del paese, fatta da commercianti, artigiani, imprenditori, partite iva che in questo momento sono in grossa difficoltà.

Lo erano anche prima, quando governavate…
C’è un problema innegabile fra noi e il nostro elettorato. Di conseguenza ci muoveremo in parlamento per recuperare il credito dei nostri elettori.

Stando alle ultime elezioni, quell’elettorato vi ha abbandonato…
Noi sappiamo che l’Italia non è di sinistra. Ci sono fenomeni che stanno cavalcando il malcontento, come il Movimento 5 stelle di Grillo. A questi noi dobbiamo rispondere con la buona politica. Noi potremmo tornare ad essere il partito di maggioranza relativa a Bergamo e in Lombardia se saremmo in grado di far percepire ai nostri cittadini che il Popolo della libertà è l’unico partito che realmente difende i loro interessi. Perché è difendendo la spina dorsale del paese che si rimette in moto l’economia e si creano posti di lavoro.

Più facile a dirsi che a farsi…
Il 1994 nasce su alcune parole d’ordine oggi più attuali di allora. Ma stavolta dobbiamo andare fino in fondo e fare quella rivoluzione liberale che non siamo riusciti ad attuare perché ci sono ancora troppe forze conservatrici in questo paese.

Parliamo di Lombardia. Come vede la posizione del presidente Formigoni?
Sarebbe facilissimo strappare un titolo di giornale sparando a zero sul presidente della Regione. Formigoni governa da 17 anni e la Lombardia è la regione più avanzata d’Italia. Non posso accettare che 17 anni di lavoro e buon governo siano chiusi con la caricatura di un presidente storpiata ad arte dai giornali.

La dicotomia laici-formigoniani nel Pdl è attuale o superata?
Ognuno di noi ha delle sensibilità. Ma se stiamo nel Pdl significa che certe parole d’ordine le condividiamo in toto. E il no-tax day sta lì a dimostrarlo.

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