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Bassa

Cambiamola: novemila firme contro l’autostrada Bergamo-Treviglio

Di Redazione31 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La cosiddetta Ipb (autostrada di interconnessione Pedemontana-Brebemi)

La cosiddetta Ipb (autostrada di interconnessione Pedemontana-Brebemi)

TREVIGLIO — Hanno raccolto finora novemila firme e contano di arrivare presto a 10mila. Cresce il numero di persone che hanno aderito alla campagna “Cambiamola” promossa dall’omonimo comitato contro la cosiddetta Ipb, l’autostrada di collegamento fra le future Pedemontana, Brebemi e la A4 , che dovrebbe tagliare come un fendente la Bassa Bergamasca.

Ieri sera i promotori della campagna “Cambiamola”, sostenuta anche da Legambiente e dal movimento “Uniti per cambiare” di Treviglio si sono trovati nel capoluogo della Bassa per fare il punto sulla situazione e articolare una proposta alternativa a un tracciato che considerano troppo impattante per l’ambiente e l’economia di questa parte della provincia.

Fermo restando l’esigenza di un collegamento più efficiente fra Bergamo e Treviglio, i promotori di “Cambiamola” ritengono che invece di una nuova autostrada sia meglio adeguare e migliorare i tracciati già esistenti.

“Diciamo un no deciso e responsabile al nuovo progetto di Autostrade Bergamasche Spa perchè abbiamo diritto a una mobilità sostenibile”, spiegano dal Comitato Cambiamola.

Autostrade Bergamasche è una società per azioni creata appositamente per quest’opera. Ne fanno parte la Provincia di Bergamo (che detiene il 25.2 per cento delle azioni), diversi gruppi bancari (Intesa San Paolo, Ubi Banca, Credito Bergamasco, Bcc Treviglio per un totale azionario del 28.86 per cento) Autostrade Lombarde spa (27,96), la Camera di Commercio di Bergamo (5 per cento) e altre aziende. Mentre uno 0,25 per cento e appannaggio dei Comuni interessati dall’opera. L’intera infrastruttura costerà circa 250 milioni di euro.

“Perchè dovremmo accettare un’opera che non servirà a migliorare in nostri spostamenti, distruggerà altro territorio, peggiorerà la nostra salute e compromettere il futuro dei nostri figli? ” si chiedono dal Comitato.

La proposta alternativa avanzata è quella di una riqualificazione delle strade esistenti, il miglioramento del trasporto pubblico e la realizzazione di percorsi ciclopedonali.

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