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Bergamo

Ospedali Riuniti: in analgesia 4 parti su 10

Di Redazione25 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una mamma dopo il parto

Una mamma dopo il parto

BERGAMO — Sabato 26 maggio, in occasione dell’undicesima Giornata nazionale del sollievo, gli Ospedali Riuniti organizzano un’intera mattinata in cui le donne in dolce attesa potranno sottoporsi alla visita di valutazione dell’idoneità per l’analgesia al parto, procedura che consente di ridurre il dolore durante il travaglio.

Per sabato 26 maggio sono state programmate 8 visite, che sono state prenotate nel giro di pochi minuti, a dimostrazione di quanto le donne apprezzino la possibilità concreta di partorire senza dolore. È comunque sempre possibile, secondo le disponibilità consuete, prenotare una visita specialistica con l’anestesista contattando il Call Center Regionale, al numero verde gratuito 800638638, attivo da lunedì a sabato dalle 8 alle 20.

Per sottoporsi alla visita le donne devono essere alla 30esima settimana di gestazione, avere partecipato agli Ospedali Riuniti al colloquio informativo organizzato nell’ambito del corso pre-parto e portare con sé gli esiti degli esami sui fattori della coagulazione (PT e PTT).

La giornata si svolge sotto l’egida dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), che ha coinvolto gli ospedali italiani premiati con i bollini rosa per promuovere azioni di sensibilizzazione rivolte alla popolazione femminile sul tema del dolore. Gli Ospedali Riuniti, struttura a cui lo scorso anno Onda ha confermato i 3 bollini, il massimo del riconoscimento, sono ai vertici nazionali per l’attività di partoanalgesia, registrando dati simili a quelli dei migliori ospedali americani, dove il 40 per cento delle donne sceglie di partorire senza dolore, mentre la media italiana non arriva al 10.

A Bergamo infatti nel 2011 il 42 per cento dei parti vaginali è avvenuto ricorrendo alla sedazione, percentuale che è progressivamente aumentata, anno dopo anno, a partire dal 2000, quando fu introdotta la tecnica nella struttura di Largo Barozzi. Merito dell’esperienza acquisita e di un’organizzazione che consente di avere un anestesista dedicato nelle sale parto, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.

“Queste caratteristiche rendono la procedura dell’analgesia al parto molto sicura nel nostro ospedale, dove ogni anno scelgono di partorire 4 mila donne e una su tre ricorre alla sedazione. Si tratta di un numero significativo, che garantisce al personale dedicato alle sale parto la giusta expertise per fronteggiare tutte le situazioni – ha spiegato Luca Lorini, direttore del Dipartimento di anestesia e rianimazione degli Ospedali Riuniti di Bergamo -. C’è però ancora molto da fare sul piano culturale, nel senso che le donne hanno il diritto di conoscere che esiste questa possibilità, attuabile solo se prima del parto si sottopongono alla visita dall’anestesista, volta a verificare che non ci siano controindicazioni assolute per l’analgesia. Questo non significa che è una pratica pericolosa, tutt’altro se eseguita nelle strutture idonee, ma, trattandosi di una procedura medica che si inserisce all’interno di un evento fisiologico, la sua opportunità deve essere valutata caso per caso per scongiurare ogni minimo rischio”.

L’analgesia al parto consiste nell’introdurre un catetere in uno spazio esterno al midollo spinale, attraverso cui si inietta il farmaco anestetico per il controllo del dolore. È una tecnica efficace, perché consente di percepire le contrazioni senza la sensazione dolorosa, sicura perché non ha ripercussioni né sulla madre né sul feto, e flessibile perché la quantità di farmaco può essere calibrata in base al dolore percepito dalla donna, senza interferire nella dinamica del travaglio e del parto.

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