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Economia

Confindustria: pressione fiscale sulle imprese al 68,5 per cento

Di Redazione25 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Squinzi

Giorgio Squinzi

ROMA — “Il fisco pesa complessivamente sulle imprese per il 68,5 per cento”. Lo ha detto il nuovo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che ha indicato al governo le linee guida su cui si potrebbe aprire un confronto riformista.

Il presidente gli industriali, tuttavia, non ha lesinato critiche al governo, soprattutto sul versante fiscale. “Il fisco – ha detto – è una zavorra intollerabile che si aggiunge ad altre zavorre. C’è urgente il bisogno di una riforma, le imprese non possono reggere una pressione reale complessiva “al 68,5 per cento contro il 52,8 in Svezia, il 46,7 in Germania, il 37,3 nel Regno Unito”.

A stretto giro, dallo stesso palco, la risposta del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che la platea ascolta nel silenzio: “Sul fisco sicuramente si faranno cose tangibili e positive”.

Squinzi ha indicato quattro punti su cui aprire il confronto: riforma e debiti della pubblica amministrazione, tagli della spesa pubblica, riduzione della pressione fiscale, credito alle imprese, che stanno “soffocando tanto da essere a rischio sopravvivenza”.

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