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Italia

Inadatto al comando: Schettino resta ai domiciliari

Di Redazione17 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino

GROSSETO — Non che ci volesse un genio per stabilirlo, ma la Corte di Cassazione ha confermato in via ufficiale che il capitano della Costa Concordia Francesco Schettino era inadatto al comando.

L’ufficiale ricorderete, era al comando della nave da crociera clamorosamente naufragata sugli scogli dell’isola del Giglio il 13 gennaio scorso. A bordo c’erano 4000 passeggeri, 32 dei quali sono rimasti uccisi.

“Schettino non era tagliato per comandare una nave, per sostenere situazioni di emergenza e per proteggere l’incolumità delle persone affidate alla sua responsabilità” ha decretato la Suprema Corte. Un disonore per la marineria italiana, macchiata dall’onta di un comandante che non ha rispettato l’obbligo che gli impone di lasciare la nave solo quando tutti si sono messi in salvo.

La Cassazione non ha lasciato spazio alle tesi della difesa, secondo cui Schettino sarebbe stato “usato” dalla Costa addossandogli colpe non sue. “Schettino – scrivono i giudici nella sentenza – ha scarsa resistenza nello svolgimento di funzioni di comando o comunque di responsabile della sorte di persone a lui affidate. Non è, e non era, in grado di reggere situazioni di crisi e assicurare, in quelle situazioni, l’adempimento delle obbligazioni di sicurezza e garanzia verso le persone a lui affidate”. La sua “insufficienza strutturale – conclude la Cassazione, è stata verificata”.

I giudici hanno confermato anche il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. Pertanto sono stati convalidati gli arresti domiciliari.

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