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Politica

Patto di stabilità: la ricetta di Isnenghi

Di Redazione16 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mirko Isnenghi

Mirko Isnenghi

BERGAMO — “L’amministrazione Comunale di Bergamo, in questi giorni, è alle prese con la quadratura del bilancio. In un momento in cui gli immobili sono sottovalutati dalla presenza della crisi attuale, dove le azioni dell’A2A, pagate a suo tempo circa 3 euro, sono svalutate a 0,44 centesimi, dove tutto il comparto immobiliare rischia di essere messo sul mercato con grave danno per i cittadini che negli anni hanno accantonato risorse per la sua acquisizione, è inconcepibile pensare di alienarne qualsiasi sua parte”. Lo sostiene il candidato sindaco Mirko Isnenghi.

Isnenghi, battitore libero partito con largo anticipo sulla prossima campagna elettorale, propone di esaminare due diverse alternative al fine di raggiungere il fatidico pareggio di bilancio.

La prima sarebbe quella di sforare il patto di stabilità. Operazione che comporterebbe il divieto per l’anno seguente quello preso in esame, di assumere nuovo personale; il divieto di assumere mutui; la riduzione di emolumento per il Sindaco e per gli Assessori del 30 per cento; la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato dell’importo con cui si sfora il patto; il non superare la media degli ultimi 3 anni con le spese correnti.

“E’ vero che nell’anno seguente avremmo minori trasferimenti dallo Stato, ma manterremmo le nostre proprietà che, in caso di una ripresa economica, avrebbero sul mercato un valore maggiore dell’attuale. Per quanto riguarda il mantenimento delle spese correnti, già ora, a bilancio preventivo, le stesse non variano di molto rispetto ai consuntivi attuali” sostiene Isnenghi.

La seconda proposta sarebbe quella di creare un fondo investimento immobiliare, garantito dagli stessi nostri immobili, a livello internazionale. Questo porterebbe a mantenere il valore degli stessi, mantenerne la proprietà ai cittadini in attesa di tempi migliori e, in caso di obbligo di alienazione, si trasferirebbero ai sottoscrittori al valore pattuito senza incorrere in quelle decurtazioni che eventuali aste andate deserte provocherebbero.

“Questo vuol dire che un immobile, valutato in una eventuale asta 10 milioni di euro, non venga svalutato del 20 per cento ad ogni asta seguente, per finire, per esempio, ad essere ceduto a 6 milioni o meno (come potrebbe avvenire per i nostri immobili, ad esempio palazzo Suardi), con conseguente sbilancio nel preventivo di entrata, obbligando l’amministrazione a svendere altre proprietà, in pratica il classico gatto che si mangia la coda” commenta Isnenghi.

“In ogni caso, tenuto conto che siamo in una situazione di guerra economica, nessun gruppo politico può prendere autonomamente la decisione di come reperire risorse. Come in una guerra non è la sola marina o il solo esercito, che partecipano alla stessa, ma tutte e tre le armi; oggi devono essere tutti i movimenti politici, e non, a riunirsi, per prendere un decisione unanime di come utilizzare i risparmi dei cittadini. Tutti anche il partito delle 5 stelle e coloro che non hanno rappresentanti in consiglio Comunale” prosegue il candidato sindaco.

“Se non si vuole aprire il dibattito anche agli esterni, almeno si provveda a coinvolgere tutti i gruppi rappresentati in Consiglio. Non ha senso che chi rappresenta il 51% dell’elettorato si sobbarchi questa responsabilità che, a nostro parere, esula dalla componente politica, rappresentata dal solo utilizzo delle risorse. Il reperimento delle risorse, data la gravità della situazione e dal coinvolgimento dei risparmi di tutti i bergamaschi, deve essere condiviso dalla maggiore partecipazione possibile. Questo è il nuovo modo di fare politica che, sia il voto di protesta che il grande astensionismo di questi tempi, domandano a coloro che si candidano a amministrare questa nostra Bergamo. Nel caso si continui con i metodi obsoleti del vecchio modo di fare politica, non ci si dovrà meravigliare se l’elettorato punirà coloro che operano col vecchio sistema politico tanto inviso dai cittadini”, conclude Isnenghi.

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