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Marchiavano a fuoco giovani schiave: arrestati 11 romeni

Di Redazione16 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I romeni arrestati

I romeni arrestati

ROMA — Chi pensava che la tratta delle schiave fosse un fenomeno antico si deve ricredere. All’alba del 2012, a Roma, i carabinieri di Tivoli hanno arrestato 11 individui, tutti romeni, responsabili a vario titoli di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione.

Secondo le indagi, l’organizzazione reclutava giovani donne nell’Est Europeo con la promessa di un lavoro stabile in Italia. Ma al loro arrivo le ragazze venivano private dei documenti e messe in palio nei giochi d’azzardo, per poi essere marchiate a fuoco con le iniziali dello sfruttatore.

Gli aguzzini esercitavano sulle vittime poteri corrispondenti al diritto di proprietà, approfittando di una situazione di inferiorità psicologica, della povertà delle famiglie d’origine, sottoponendo le giovani a costrizioni fisiche, compresa l’indelebile marchiatura a fuoco.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo di concerto con la Procura di Roma e avviate nell’estate del 2011, hanno evidenziato che l’organizzazione vedeva in cima alla piramide marito e moglie, romeni, “proprietari” di un tratto di via Aurelia pagato due anni prima 10mila euro a cui facevano capo i singoli sfruttatori. Gli sfruttatori stessi pagavano alla coppia 50 euro d’affitto al giorno per il tratto di strada. Le vittime venivano fatte prostituire anche sulla Tiberina, Casilina, Palmiro Togliatti e Tiburtina.

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