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Politica

La linea della Gelmini: riannodare i fili con l’economia reale

Di Redazione15 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maria Stella Gelmini

Maria Stella Gelmini

BERGAMO — “Riprendere contatto con le categorie produttive ed economiche di cui siamo stati il punto di riferimento”. E’ questo, in sintesi, l’obiettivo dell’ala laica del Pdl di Bergamo che ieri si è riunita al ristorante Gourmet, in Città Alta, per fare il punto della situazione dopo le amministrative.

“Ripartire dalle associazioni, dalle categorie, da tutti quelli che fino a qualche tempo fa ci votavano”, ha detto una Mariastella Gelmini in grande spolvero, indicata da molti come prossimo candidato sindaco di Bergamo. Riannodare i fili di un confronto che la crisi economica, con tutto il suo peso, e le iniziative del governo in materia di fisco hanno drammaticamente interrotto.

Dire categorie economiche significa dire paese reale. “Il Pdl deve tornare ad essere il partito che propone meno tasse, meno burocrazia, più libertà d’impresa”: sono queste le linee guida su cui deve puntare il Popolo della libertà, secondo l’ex ministro. Linee guida già palesate nel ’94 e disattese con il tempo, ma questa è tutt’altra questione. Secondo quanto trapelato, l’obiettivo della Gelmini ora è serrare le fila, pena un’ecatombe di proporzioni bibliche alle prossime elezioni. E così ecco morale e mordente, buoni per motivare i suoi uomini.

Presenti all’incontro tutti gli esponenti di riferimento del fronte laico bergamasco: Piccinelli, Capetti, Franco, Carlo Scotti, Mittiga e Petralia, Sorte e Benigni, Zanni, Massimo Fabretti, Alessandra Gallone, Gianfranco Ceci e Matteo Oriani. Assenti per impegni in parlamento Giorgio Jannone e Gregorio Fontana. Assente anche il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Saffioti. Ma non è un mistero che la compagine laica e l’ex segretario provinciale abbiano ormai poco da dirsi.

Il Popolo della Libertà, nello schema della Gelmini, deve ripartire dal Nord. Appoggia il presidente Formigoni, l’ex ministro. Per lei, il Pdl deve riconquistare la leadership in Lombardia, essere perno di un nuovo assetto, ma al tempo stesso essere forte e coeso al suo interno. Insomma, ai laici, che portano in dote a Bergamo circa tremila voti congressuali, chiede di fare squadra con il neosegretario Capelli. Non è più tempo di divisioni. O si rinnova davvero il partito o si muore.

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