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Esteri

La svolta di Obama: sì ai matrimoni gay

Di Redazione10 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Barack Obama

Barack Obama

WASHINGTON, Usa — Ha fatto una scelta storica, che potrebbe costargli molto in termini elettorali, ma da statista persegue la strada delle riforme che si era prefissato. Il presidente uscente degli Stati Uniti Barack Obama, ricandidato dai democratici alla Casa Bianca alle elezioni del prossimo 6 novembre, ha detto di essere favorevole ai matrimoni gay.

Le dichiarazioni hanno scatenato un putiferio politico. Obama ha cancellato in pochi secondi un tabù ideologico e religioso che ancora smuove profondamente le coscienze, e soprattutto i voti, di milioni di americani. Ma è convinto che i tempi sono maturi.

Il presidente uscente rischia molto. Secondo diversi analisti politici, con questa scelta Obama potrebbe essersi giocato il voto di stati cruciali e moderati come l’Ohio e la Virginia. Tuttavia, sui social network c’è una parte d’America che si è rimessa in moto e ha ritrovato l’entusiasmo delle precedenti elezioni.

Obama punta tutto sui giovani. Quelli più inclini al cambiamento. Nel frattempo, le organizzazioni a favore dei diritti civili hanno lanciato una petizione di appoggio al Presidente.

Totalmente spiazzato dall’uscita di Obama, il candidato repubblicano Mitt Romney, solo un decina di giorni fa era stato costretto a mollare uno dei suoi portavoce, apertamente gay, s’é limitato a dire a mezza voce che il “matrimonio in sé è un’unione tra una donna e un uomo”. Intanto la destra evangelica attacca pesantemente la scelta di Obama.

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