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Crisi, ma non per tutti: a Treviglio vola l’artigianato

Di Redazione7 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio

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TREVIGLIO — Proprio mentre l’Istat diffondeva gli ultimi pesanti dati sulla disoccupazione giovanile nazionale, che ormai supera il 35 per cento, a Treviglio, seconda citta’ della provincia di Bergamo, gli artigiani locali si davano da fare per risolvere un problema che riguarda la gran parte delle loro aziende: trovare personale, soprattutto giovane, da formare e a cui trasmettere le arti per cui i bergamaschi sono famosi in tutto il mondo, a partire da quella, pregiata, della lavorazione dei mobili d’arte.

I mobili di Treviglio non conoscono crisi e vengono esportati in tutto il mondo. Grazie alle loro raffinate lavorazioni con intarsi, materiali preziosi ed essenze rare, sono apprezzati soprattutto nei Paesi Arabi e nell’Est Europa.

Ma a Treviglio manca la manodopera specializzata. Ma c’è bisogno anche di fabbri, idraulici, riparatori e elettricisti. Tutte figure difficili da reperire anche perché scarseggiano le scuole o i corsi di formazione professionale adeguati.

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