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Politica

No tav, Grillo in aula: processati per un sigillo rotto

Di Redazione4 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Beppe Grillo in tribunale durante il processo No tav

Beppe Grillo in tribunale durante il processo No tav

TORINO — “Non si può mettere in piedi un processo, che costerà allo Stato migliaia e migliaia di euro, per un sigillo rotto”. Così Beppe Grillo ha ridicolizzato la procedura giudiziale che lo vede imputato insieme ad altri 21 manifestanti No Tav fra cui Alberto Perino.

Grillo e compagnia devono rispondere di violazione di sigilli e abuso edilizio a diverso titolo per l’occupazione della Baita Clarea, a Chiomonte, il 5 dicembre 2010 dopo il sequestro da parte della Procura di Torino.

Il leader del Movimento 5 Stelle entrando in aula ha detto che “quello della giustizia è un sistema che non funziona più. Non si può mettere in piedi un processo che costerà migliaia e migliaia di euro per la rottura di un sigillo. Ci sono detenuti in carcere solo per concorso morale, che non prevederebbe neppure il carcere. Affrontare così duramente gli inermi è una debolezza della giustizia per giustificare un buco da 22 miliardi che non faranno mai. E’ proprio la giustizia che è in crisi”.

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