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Poesie

“A Fiore” di Roberto Pazzi

Di Redazione4 maggio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Non sono ancora arrivato
e già soffro gli orizzonti
delle montagne che chiudono
la mia ansia di varcarle,
ma ogni volta superata una catena
eccone subito un’altra.
Molti compagni di viaggio sono già caduti,
e se ogni notte mi pare di riaverli con me
al risveglio dal sogno cresce la vergogna
di portare dentro un segreto tesoro
che non so più a chi affidare.
Ma ieri uno sconosciuto
mi ha guardato e mi ha detto
“nessuno è più ricco di te”.
Alla luce di quel lampo,
dall’alto ho visto un paesaggio
infinito senza più montagne.
Forse ero arrivato, forse ero salvo ?
M’è sembrato di colpo d’essere
sollevato in cielo fra gli dei.
Perché carni, volti, nomi
oggi sono la sostanza dei sogni
offerti come gli antichi sacrifici
il cui profumo si perdeva in alto nei cieli,
cercando il favore degli dei.

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