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Poesie

“A Silvia perché” di Alberto Bertoni

Di Redazione16 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

A Silvia perché
le strade sono lucide di pioggia, qualche volta
e anche noi proviamo a sgomberarle
di questa lucidità da galera, specchio
o perversione ospedaliera. Scivolo
e non c’è vertigine nella mia
caduta, appena un figlio perso,
morto però due volte
della nostra pigrizia d’innocenti.
A ogni costo
rendiamo le dissonanze dialogiche, stasera
perché la coscienza infelice si tramuti in felice ma
mancano i referenti e cosa stai a fare, cosa
hai paura di dire, cosa… Spàccati in due, allora
se di mestizia puoi risolvere in extremis
questo ordine narrato di vuoti/pieni
narici intraviste da una gialla
finestra di primavera, nasi
così bene ordinati e prospettici.
Ci batte il sole, sono
pieni di muco: muco uterino? So solo
che neanche l’intestino, oggi,
produce autocoscienza!

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