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Economia

Lavoro, allarme Bce: da spread contraccolpi sull’economia reale

Di Redazione13 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Draghi

Mario Draghi

MILANO — Speculazione. Non c’è altro modo per spiegare quanto sta accadendo sui mercati finanziari mondiali che – nonostante i fondamentali buoni, le riforme messe in campo dal governo Monti, e i prestiti della Bce – stanno fortemente penalizzando il nostro paese e di conseguenza rischiano di avere pesanti contraccolpi sull’economia reale e il lavoro.

“L’aumento degli spread di Italia e Spagna nelle ultime settimane si è verificato sullo sfondo di una riconsiderazione delle prospettive per la crescita nell’area dell’euro”. Lo scrive la Bce di Mario Draghi nel suo bollettino mensile, notando “che nel complesso la fiducia dei mercati obbligazionari non ha recuperato completamente”.

“Le condizioni nei mercati del lavoro dell’area dell’euro continuano a deteriorarsi e le indagini congiunturali anticipano un ulteriore peggioramento nel breve termine” spiegano dell’Eurotower, aggiungendo che “i dati delle indagini confermano una stabilizzazione dell’attività economica su bassi livelli. E’ attesa una ripresa graduale dell’economia dell’area euro nel corso dell’anno, tuttavia le perduranti tensioni nei mercati del debito sovrano e il loro impatto sulle condizioni creditizie, nonché il processo di risanamento dei bilancio nel settore finanziario e in quello non finanziario e l’elevata disoccupazione in alcuni Paesi dell’area dovrebbero continuare a frenare la dinamica di fondo della crescita”.

I problemi maggiori sono per l’Italia. Ma anche Francia, Belgio, Olanda, Portogallo e Spagna non ridono. che presentano per il 2012 un fabbisogno di rifinanziamento pubblico “particolarmente rilevante” e superiore al 20 per cento del Pil.

Nel bollettino la Bce avverte che “molti Paesi dell’area euro sottoposti a tensioni di bilancio avranno bisogno di conseguire e mantenere a lungo avanzi primari pari, o superiori, al 4 per cento del Pil”. Inoltre “dovranno essere rigorosamente rispettati gli accordi raggiunti in seguito alle riunioni del Consiglio europeo” che prevedono l’istituzione del patto di bilancio, o ‘fiscal compact’, e di un freno al debito”.

Preoccupazioni condivise dal Fondo monetario internazionale. “Il rischio maggiore che incombe é un riaffacciarsi delle difficoltà europee sul debito e finanziarie” ha detto il direttore generale del Fmi Christine Lagarde, sottolineando che l’Europa deve rafforzare le proprie difese.

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