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Politica

Partiti: conti online ma nessuna riduzione dei finanziamenti (pubblici)

Di Redazione12 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il parlamento

Il parlamento

ROMA — I conti dei partiti verranno messi online, ma quanto all’entità dei finanziamenti pubblici non diminuirà di un euro. E’ questo il “risultato” a cui sono arrivati ieri in parlamento.

Il controllo sui conti delle forze politiche sarà affidato alla “Commissione per la trasparenza ed il controllo dei bilanci dei partiti politici”, presieduta dal presidente della Corte dei Conti e composta da presidente del Consiglio di Stato e primo presidente della Cassazione.

Il controllo verrà avviato sui rendiconti 2011. I bilanci dei partiti verranno pubblicati obbligatoriamente in rete, sui singoli siti e su quello della Camera. Il che significa che comunque i cittadini potranno vedere le cifre ma difficilmente riusciranno ad addentrarsi nelle voci di spesa.

I rendiconti saranno soggetti al controllo e alla certificazione di società di revisione iscritte nell’albo speciale Consob. La Commissione effettuerà il controllo dei rendiconti, delle relazioni e delle note integrative dei bilanci che i singoli partiti saranno tenuti a depositare entro il 15 luglio di ogni anno. Entro il 30 settembre la Commissione trasmetterà ai Presidenti della Camera e del Senato una relazione contenente l’esito dei controlli. In caso di irregolarità, previste sanzioni pari a tre volte lo sgarro. Se poi le pagheranno davvero è tutto da vedere.

Sul versante finanziamenti pubblici, come ovvio nessun accordo sulla riduzione. Tutto resterà come prima. Mentre la riscossione dell’ultima rata da 100 milioni di euro dei finanziamenti per l’elezione del 2008 è stata rimandata.

Intanto il Consiglio d’Europa ha bocciato il sistema del finanziamento dei partiti in Italia. In un documento elaborato dalla commissione Greco, il braccio anti-corruzione dell’organizzazione paneuropea, si denunciano carenze “importanti”, controlli “inefficienti” e sanzioni “inefficaci”. Il Consiglio d’Europa individua nel sistema dei controlli “il punto debole” della legislazione italiana su questa materia. Secondo gli esperti, in Italia è necessaria una riforma dei partiti che preveda una chiara definizione del loro status legale e vieti le donazioni anonime.

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