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Politica

Villa (Udc): ma chi ha eletto Renzo Bossi in Regione?

Di Redazione11 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Da sinistra, Federico Villa e Antonio Leonetti

Da sinistra, Federico Villa e Antonio Leonetti

BERGAMO — “Ieri era il cappio, oggi la scopa”. Ha un titolo emblematico la lettera inviata dal Federico Villa e Antonio Leonetti, riprettivamente segretario cittadino e vicesegretario provinciale dell’Udc di Bergamo, al nostro giornale. Ecco il testo.

“In questi giorni stiamo seguendo con attenzione e con una certa curiosità gli sviluppi del caso Lega. Queste vicende ci hanno riportato alla mente coloriti episodi, che hanno contribuito a fare la storia di questo partito, e che, alla luce degli ultimi eventi, non possono non destare qualche perplessità. Ci siamo ricordati del polverone mediatico che si era sollevato quando, il 16 marzo 1993, il deputato del carroccio Luca Leoni Orsenigosi si era presentato alla Camera munito di cappio, alludendo alle forche per i politici corrotti.

Da lì, molti altri gesti esemplari si sono susseguiti nel movimento leghista. Tutti gli esponenti del partito, oggi, si dichiarano estranei ai fatti e vogliono
figurare come vittime innocenti, trascinate in un vortice oscuro dal misterioso complotto di un abile carnefice. Ma noi, con sguardo da tempo disilluso, non possiamo non chiederci come sia possibile che alcuni di questi, che fino a qualche tempo fa occupavano le più prestigiose poltrone dei Ministeri nella Capitale, fossero davvero all’oscuro di quello che accadeva all’interno del loro stesso partito.

Proprio ora si sta svolgendo a Bergamo la manifestazione dell’Orgoglio padano, in cui i “giovani padani”, che si sono dichiarati contenti delle dimissioni di Renzo Bossi, si presentano con le scope a chiedere pulizia all’interno del partito. Ma chi è stato, se non loro, ad eleggere il nostrano delfino al Pirellone con ben 12.893 preferenze? Una manifestazione come quella odierna della lega, che alla sua testa vede gli stessi leader, più o meno consapevoli di quanto stava
accadendo nel carroccio, ci fa sorgere il timore che con quelle scope i militanti spazzino i problemi, ma con l’unico risultato di metterli sotto al tappeto di via Bellerio e che quell’orgoglio padano si sia irrimediabilmente mescolato alla vergogna. Mentre il Paese vive un momento di grande difficoltà
economica, il mondo della politica si vede nuovamente sconvolto da una crisi di valori.

Ebbene noi siamo convinti che non sia questa la stagione in cui insistere in una difesa cieca del proprio partito, tramutandolo in oggetto di culto. Il partito deve essere il mezzo attraverso cui governare la cosa pubblica negli interessi della collettività, mai il fine. La buona politica ha oggi la grande
chance di dare una spallata al malaffare e alla corruzione. Questo cambiamento deve essere fatto attraverso atti concreti di amministrazione virtuosa e leggi rivolte a restituire trasparenza al sistema. Per il bene dei partiti, ma soprattutto per quello degli elettori, bisogna ora trovare il coraggio di fare un’analisi seria e pacata e trovare una soluzione trasparente al finanziamento della politica. Tutti i partiti hanno il diritto e il dovere di partecipare alla stesura di queste nuove regole che possono essere la medicina migliore dell’anti-politica”.

Federico Villa (Segretario cittadino UDC Bergamo)
Antonio Maria Leonetti (Vice Segretario provinciale UDC Bergamo)

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