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Italia

Vendevano neonati a 20mila euro a coppie sterili: arrestati

Di Redazione6 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I carabinieri in azione

I carabinieri in azione

CASERTA — Figliavano, poi consegnavano i lori piccoli a un’organizzazione criminale che li vendeva a coppie sterili italiane. Il prezzo era 20mila euro per ogni pargolo, sempre che fosse sano. I carabinieri di Mondragone, in provincia di Caserta, su richiesta del procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Raffaella Capasso e dal sostituto Andreana Ambrosino, hanno arrestato tre persone ritenuti gli organizzatori dell’allucinante traffico di bambini.

Gli arrestati sono Antonio Maione di 56 anni, Slavi Toshkov Yosifov di 39 anni e Anka Shtiliyanova di 37. Per loro l’accusa è di aver venduto due neonati partoriti da giovanissime ragazze bulgare ad altrettante coppie italiane sterili. Mentre in un altro caso la “compravendita” non è andata a buon fine perché la bimba appena nata era malata.

I tre sono accusati di associazione a delinquere. Ma gli inquirenti che indagano sulla vicenda dal 2009, temono che l’organizzazione sia molto più ampia. Oltre ai tre arrestati sono indagati anche i genitori dei due bimbi, entrambi maschietti di circa 3 anni: si tratta di una coppia residente a Casal di Principe ed un’altra di Santa Maria Capua Vetere. Solo per l’episodio che coinvolge quest’ultima è stato però accertato il passaggio di danaro; la madre ‘acquisita’, di professione infermiera, lavora presso la clinica Pineta Grande di Castel Volturno dove è nato il piccolo poi ‘comprato’ (nessuna responsabilità è emersa per i dirigenti della stessa così come per quelli dell’ospedale di Giugliano).

Determinanti per le indagini le intercettazioni telefoniche. Maione, che tra l’altro risulta avere 13 figli da 5 donne, reclutava le coppie sterili in provincia di Caserta, mentre i due bulgari avvicinavano in patria giovani ragazze incinta e in condizioni di povertà, le convincevano a venire in Italia per partorire e consegnare il bimbo a coppie italiane. In cambio venivano dati una piccola parte dei 20mila euro che l’organizzazione riceveva dalle coppie.

All’ufficio anagrafe dei Comuni, hanno riscontrato gli inquirenti, si presentava poi il finto padre naturale, già sposato, che sosteneva di aver avuto avuto il bimbo da una relazione extraconiugale con una ragazza bulgara.

Le indagini hanno accertato almeno presenza di 20 casi del genere in provincia di Caserta, su cui oggi è puntata la lente d’ingrandimento degli inquirenti.

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