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Ascom: la Provincia riduca la tassa sulle auto acquistate

Di Redazione6 aprile 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un concessionario d'auto

Un concessionario d'auto

BERGAMO — Ascom e Assoauto hanno chiesto alla Provincia di Bergamo di ridurre la percentuale di sua competenza dell’Imposta provinciale di Trascrizione (Ipt) che si paga nel momento di acquisto di una vettura nuova o usata.

La richiesta è stata formulata ieri pomeriggio in un incontro che ha visto da una parte il presidente del Gruppo concessionari di Ascom Bergamo, Mirco Moioli, il presidente di Assoauto, Loreno Epis, il segretario provinciale di Unasca, Maurizio Casalini, e il vicedirettore di Ascom, Oscar Fusini, e dall’altra l’Assessore al bilancio della Provincia di Bergamo, Mario Gandolfi.

L’Ipt ha un importo base stabilito dal ministero delle Finanze, che può essere maggiorato dalle province fino ad un massimo del 30 per cento. La Provincia di Bergamo da tempo ha adottato la maggiorazione più alta: il 30 per cento appunto, che incrementa l’importo dell’imposta da 46 (su 186 euro complessive) a 85 euro (su 365 euro complessive) per una macchina di piccola e media cilindrata a seconda della sua potenza.

Altre province lombarde hanno adottato percentuali differenti: Brescia non ha applicato alcuna maggiorazione, Varese il 18 per cento, Mantova e Pavia il 20 e Sondrio il 25.

La proposta avanzata da Ascom, Assoauto prende spunto da un provvedimento deliberato lo scorso dicembre dalla provincia di Pistoia, che definisce una riduzione per le vetture di media e piccola cilindrata dell’imposta Ipt nella parte variabile di competenza di ogni singola provincia. Anche a Bergamo le associazioni di categoria chiedono una riduzione significativa della maggiorazione dell’imposta.

“Sappiamo delle difficoltà di bilancio della provincia aggravate dagli ultimi pesanti provvedimenti che hanno tagliato i trasferimenti da parte dello Stato, ma il mercato bergamasco dell’auto è in grosse difficoltà e perde il 6-7 per cento in più rispetto al mercato nazionale – commenta Mirco Moioli, presidente del Gruppo Concessionari Auto di Ascom Bergamo –. Noi ci sentiamo penalizzati e il rischio è che il numero delle aziende e degli addetti a breve possa ridimensionarsi drasticamente. Non dimentichiamo che il settore dell’auto costituisce il 12 per cento del Pil nazionale e anche a Bergamo ha una buona incidenza. Non vogliamo imputare all’imposta di trasferimento il crollo del mercato dell’auto, ma è necessario che la Provincia recepisca la necessità di dare un messaggio positivo al settore. Quaranta-Cinquanta euro di sconto possono sembrare pochi, ma non dimentichiamo che sono moltissime le famiglie che sostituiscono l’auto perché vecchia o troppo inquinante e oggi si trovano a pagare un’imposta troppo pesante”.

Anche per Assoauto la percentuale adottata dalla Provincia di Bergamo è troppo alta. “Anche nell’usato il problema del rincaro della tassa costituisce un fattore che penalizza le vendite – sostiene Loreno Epis, presidente di Assoauto –. Oggi sono sempre più le famiglie che, con poche risorse a disposizione, devono comprare un auto usata e spesso si trovano a pagare un’imposta di trasferimento quasi dello stesso valore di un usato di 10 anni. La scorsa settimana abbiamo venduto una macchina di 12 anni a mille euro e l’imposta Ipt era di 630 euro. Questa mi sembra una cosa assurda. Credo che sia necessario rivedere questo tipo di tassazione anche a livello nazionale e rapportarla al valore e all’età della macchina, come si fa con il bollo auto per le vetture superiori ai 185 Kw”.

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