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Bergamo

Energia, nuova stangata: ma sono aumenti giustificati?

Di Redazione30 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'energia elettrica aumenterà di circa il 10 per cento entro maggio

L'energia elettrica aumenterà di circa il 10 per cento entro maggio

BERGAMO — Come se non bastassero le pesanti tasse a cui sono sottoposti gli italiani, ecco il rincaro – enorme – dei costi dell’energia. Nei prossimi due mesi, ha annunciato l’Autorità, gli aumenti dei prezzi saranno del 9,8 per cento (in due trance) per la luce, dell’1,8 per il gas.

Italiani, popolo di spellati. Fino a quanto durerà la corda tesa non è dato sapere. Certo è che le famiglie finiranno per pagare ulteriori 49 euro annui: 27 euro per l’elettricità e 22 euro per il gas.

Il bello di tutta la vicenda però è l’individuazione delle cause degli aumenti, impalpabili più che mai. L’Authority fa sapere che “l’aumento del 5,8 per cento in vigore da aprile, deriva sostanzialmente dagli incrementi del petrolio, dai maggiori costi per il mantenimento in equilibrio del sistema e dall’andamento della borsa elettrica sia per effetto dell’emergenza freddo di febbraio sia in una visione prospettica”. Insomma il petrolio aumenta, però è strano: quando è in diminuzione la bolletta non lo segue mai. I costi per l’equilibrio del sistema, poi, hanno un sapore vagamente fumoso. L’emergenza freddo di febbraio? Sempre che ci sia stata una vera emergenza (durata a dir tanto 5 giorni), vuol dire che gli italiani hanno consumato di più per riscaldarsi, non che il prezzo debba salire per forza, anzi. Quanto alla visione prospettica, francamente non osiamo immaginare cosa significhi.

E dire che le tabelle del ministero dello Sviluppo Economico riferite al 2011 dicono che con la crisi i consumi di gas naturale in Italia sono scesi del 6,3 per cento, le importazioni del 6,6. “L’aumento della materia prima – spiega ora la nota dell’Autorità – i cui prezzi sono ancora legati alle quotazioni del petrolio e la crescita degli oneri di distribuzione avrebbero comportato un aumento dei prezzi del 2,2 per cento”.

A fare il prezzo dell’energia, in realtà non sono l’Eni o la Snam, l’Italia e l’Europa. Sono, nel caso del gas, Russia e Algeria. L’unica maniera perché il prezzo possa calare è quella di una sovrabbondanza di offerta da più paesi. Ben lungi da venire. Anche perché, il gioco è multimiliardario.

Se andiamo un po’ a fondo e risaliamo la catena distributiva, scopriamo che il prezzo del gas pagato dagli italiani fino a ieri era di 86 centesimi a metro cubo. Alla frontiera costava meno della metà: 40 centesimi. Alla fonte, ovvero ai giacimenti della Gazprom in Russia, per esempio, 3 centesimi al metro cubo.

Insomma, durante il passaggio, le tariffe aumentano di 30 volte. E ogni attore della catena ci guadagna. Se guardiamo alla composizione del prezzo del gas per il consumatore domestico notiamo che il 48,5 per cento della tariffa è composta dalla produzione e dalla commercializzazione, il 16,7 per cento dal trasporto e dalla distribuzione. Il restante 34,8 per cento sono imposte. Tasse pagate dai cittadini su cui il governo potrebbe, anzi dovrebbe, intervenire.

Il sistema così organizzato consente per esempio al gestore della rete di gas, di avere un valore di redditività altissimo. In un mercato di vera concorrenza il rapporto fra valore aggiunto e fatturato di un’azienda energetica nel 2010 era pari al 17 per cento: per Snam Rete Gas era l’89. Per Terna, società di distribuzione dell’energia elettrica, addirittura 90. Ovvero utili alle stelle e dividendi a palate per gli azionisti (dal 70 al 90 per cento degli utili, a scapito degli investimenti), mentre le tariffe per le famiglie andavano alle stelle.

Il bello è che se poi guardiamo ai reali motivi per cui le grandi aziende faticano ad investire in Italia, in vetta alle motivazioni, non c’è il famigerato articolo 18, bensì il costo della bolletta energetica considerato spropositatamente alto rispetto all’estero, a fronte di reti di distribuzione e infrastrutture che non brillano per efficacia.

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