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Sebino

Tassa soggiorno: albergatori sul piede di guerra

Di Redazione29 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lovere

Lovere

LOVERE — “La tassa di soggiorno sta attraversando il Sebino dalla sponda bresciana per attraccare sulla riva bergamasca, senza avvisare del possibile arrivo gli albergatori, se non a mezzo stampa”. E’ quanto sostiene Ascom che si dice contraria all’ennesima imposta.

“La delibera d’Iseo, che ha introdotto l’imposta per tutti i turisti che soggiorneranno sul Sebino dal 20 giugno al 20 agosto, sta per essere presa ad esempio dai comuni bergamaschi” dice Ascom.

“Quando c’è da introdurre una tassa scatta subito la logica di sistema e si accantonano campanilismi e rivalità – sottolinea il presidente del Gruppo Albergatori Ascom Giovanni Zambonelli-. In una stagione contraddistinta da una forte contrazione dei consumi e da una grande difficoltà da parte delle nostre imprese, tra aliquote, addizionali, lo spettro dell’Imu/Ici con costi triplicati a giugno, apprendiamo dai giornali la volontà di introdurre la tassa di soggiorno. L’ennesima imposta che affossa ulteriormente il nostro settore e non farà certo decollare a giugno la stagione estiva al lago”.

L’associazione commercianti non nasconde il proprio disappunto e rivendica con forza il proprio diritto, per altro sancito dalla legge, di essere informata dai comuni per condividere modalità e finalità di un’ imposta che coinvolge le imprese rappresentate: “L’articolo 4, comma 3 del Decreto Legislativo 23/201, relativo all’imposta di soggiorno stabilisce l’obbligo di coinvolgimento delle associazioni più rappresentative dei titolari di strutture ricettive. La notizia di una possibile introduzione dell’imposta ci è piombata addosso da un giorno all’altro, con il caso limite di Predore che ha già in tasca la delibera pronta” continua Zambonelli.

Gli albergatori lamentano inoltre l’assenza di un progetto per il rilancio del turismo lacustre: “La tassa di soggiorno nasce per contribuire al miglioramento dei servizi destinati al turismo – continua il presidente degli albergatori -. Qui si chiede il pagamento di un’imposta prima di averne individuato la destinazione. La logica vuole invece che prima si pensi a quali servizi sono necessari per rendere più attrattivo il territorio e solo successivamente si pensi al gettito. In questo caso la scelta di Iseo sta dando il là all’ennesima imposta la cui finalità sembra essere solo quella di fare cassetto”.

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