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Prematuri: nuova tecnica contro emorragia cerebrale

Di Redazione26 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Prematuro

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Il trattamento dell’emorragia cerebrale dei nati prematuri vanta una tecnica nuovissima che è stata presentata lo scorso 23 marzo al Congresso internazionale sulla diagnosi e le cure per i bambini prematuri a Genova, presso il Centro Studi e Formazione (Cisef) dell’Istituto Gaslini.

I prematuri con peso inferiore ad un chilo e mezzo avranno migliori speranze di vita con una tecnica che consiste nella rimozione dell’idrocefalo, realizzata e validata dall’equipe di Neurochirurgia del Gaslini diretta dal professore Armando Cama.

“La sopravvivenza dei nati pretermine di peso inferiore ad un chilo rispetto a solo dieci anni fa ha registrato enormi progressi ed è oggi intorno al 50%, comportando un parallelo aumento dell’emorragia intraventricolare che si verifica nel 40 % dei casi – spiega Luca Ramenghi – Gli effetti di questa lesione possono essere pesantissimi: nella fase acuta si può anche perdere sostanza cerebrale (infarto venoso), in altri casi si può formare l’idrocefalo postemorragico”.

La nuova tecnica, messa a punto da Armando Cama e proposta dall’Unità Operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale Gaslini di Genova, è stata già utilizzata con successo su 87 pazienti e consiste nell’impianto di una minivite che favorisce il deflusso del liquido che si accumula nel cranio comprimendo così il cervello.

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