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Diecimila metri sotto il mare: impresa del regista Cameron

Di Redazione26 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Deepsea Challenger

Il Deepsea Challenger

NEW YORK, Usa — Eccezionale traguardo nell’esplorazione scientifica. Il regista canadese James Cameron ha raggiunto il fondo della Fossa delle Marianne, a 10.898 metri di profondità nell’Oceano Pacifico, a bordo del batiscafo monoposto Deepsea Challanger.

E’ stato il regista del Titanic e di Avatar stesso ad annunciare via Twitter, l’impresa compiuta scrivendo: “Sono appena arrivato nel punto più profondo dell’oceano. Toccare il fondo non è mai stato così bello. Non vedo l’ora di condividere con voi ciò che vedo”.

Cameron ha raggiunto la meta alle 07:52 ora locale (le 23:52 di domenica in italia). La discesa è durata circa tre ore. La missione del regista é quella di raccogliere dati, campioni e filmare immagini. La preparazione per la spedizione è durata sette anni, e ha portato alla realizzazione di un minisommergibile, il Deepsea Challenger, in grado di scendere negli abissi del mare alla vetiginosa velocità di circa 150 metri al minuto e di resistere ad una pressione di oltre 1,2 tonnellate per centimetro quadrato.

L’impresa di Cameron arriva a più di 50 anni da quella compiuta sempre nella Fossa delle Marianne con il batiscafo Trieste, di costruzione italiana, da Don Walsh e Jacques Piccard, i primi raggiungere quella profondità nel 1960. Il regista canadese, come precisa il National Geographic, è però il primo uomo a compiere l’impresa “in solitario”.

Il batiscafo è tornato in superficie alle 4 del mattino ora italiana, 500 km a sudovest dell’isola americana di Guam, nel mezzo del Pacifico occidentale, a metà strada fra l’Australia e il Giappone. La risalita è durata 70 minuti, dopo un’immersione di circa 5 ore.

Il Deepsea Challenger è un batiscafo a forma di siluro verticale, lungo 7,3 metri. E’ stato costruito in Australia, nella massima segretezza. Alla progettazione del batiscafo e della discesa hanno partecipato lo Scripps Institution of Oceanogrphy, il Jet Propulsion Laboratory e l’Università delle Hawaii.

Il Deepsea Challenger ha una sfera di pilotaggio che può contenere una sola persona, fatta di acciaio spesso 6,4 cm, con un unico oblò di vetro speciale. E’ fornito di bracci meccanici, telecamere e pinze per la raccolta di campioni. Durante le prove all’inizio di marzo, Cameron aveva raggiunto la profondità di 8.166 metri.

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