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Bergamo

Ceresa: il Sacrificio d’Isacco esposto in Popolare

Di Redazione26 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sede della Banca Popolare di Bergamo

La sede della Banca Popolare di Bergamo

BERGAMO — La mostra che Bergamo dedica a Carlo Ceresa (1609-1679), uno dei suoi più illustri pittori, si arricchisce di un ulteriore appuntamento. Da mercoledì 28 marzo, infatti, nella sede della Banca Popolare di Bergamo in piazza Vittorio Veneto 8 sarà esposto il “Sacrificio d’Isacco”, un olio su tela proveniente da una collezione privata, portando a quattro le sezioni su cui si svolge il suggestivo percorso che già coinvolge il Museo Adriano Bernareggi, l’Accademia Carrara, Gamec e Oriocenter.

Fino al 24 giugno, un itinerario cittadino con oltre cento opere, consentirà al visitatore di conoscere l’alta qualità dell’arte di Carlo Ceresa e anche quella di suoi contemporanei come Daniele Crespi, Evaristo Baschenis e Genovesino.

L’inaugurazione di questa nuova sezione della mostra si terrà martedì 27 marzo alle ore 11.30 (entrata da Piazza Vittorio Veneto 8).

La Banca Popolare di Bergamo è onorata di accogliere nella sua Sede di Piazza Vittorio Veneto il dipinto “Sacrificio di Isacco”, aggiungendo così un passaggio al percorso espositivo delle opere del pittore bergamasco nel cui paese natale, San Giovanni Bianco, si trova una delle filiali brembane della banca che compiono nel 2012 i cento anni di attività; ulteriore testimonianza del secolare e profondo radicamento di Banca Popolare di Bergamo al territorio bergamasco.

I dipinti, provenienti dalle più importanti istituzioni museali italiane e straniere, da chiese del territorio e da collezioni private, toccano tutti i temi esplorati dal maestro bergamasco, dal ritratto alla pittura di soggetto sacro.

Carlo Ceresa è considerato il maggiore artista bergamasco, insieme a Evaristo Baschenis, del XVII secolo, sia per la capillare diffusione delle sue opere nel territorio della provincia, sia per la qualità espressiva delle sue invenzioni. Ne è prova il fatto che due dipinti a lui riferibili – l’Angelo annunciante dell’Accademia Albertina di Torino e il Ritratto di gentiluomo del Museo del Prado di Madrid – sono stati per lungo tempo attribuiti, proprio per l’estrema cura esecutiva e la qualità dello stile, rispettivamente, a Orazio Gentileschi e a Diego Velázquez.

La mostra, curata da Simone Facchinetti (conservatore del Museo Bernareggi), Francesco Frangi (professore di Storia dell’Arte all’Università di Pavia), Giovanni Valagussa (conservatore dell’Accademia Carrara), è organizzata dal Museo Adriano Bernareggi, dall’Accademia Carrara, dalla Fondazione Adriano Bernareggi, da COBE Direzionale SpA,

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