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Economia

Confindustria: Squinzi batte Bombassei e diventa presidente

Di Redazione22 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Emma Marcegaglia e Giorgio Squinzi

Emma Marcegaglia e Giorgio Squinzi

BERGAMO — Un testa a testa aperto fino alla fine, fra due bergamaschi, anche se un po’ alla lontana. E alla fine Giorgio Squinzi, patron di Mapei e originario di Cisano Bergamasco ha prevalso su Alberto Bombassei, numero uno di Brembo, nella corsa alla presidenza di Confindustria.

Novantatré a 82: questo l’esito del voto segreto della giunta di Confindustria. Squinzi, fondatore del gruppo industriale è il maggior produttore mondiale di adesivi e prodotti chimici per l’edilizia. Impiega 7.500 persone, ha 59 stabilimenti produttivi, 9 in Italia e 50 nel resto del mondo.

Ma nelle quinte, il secondo duello per la guida di Confindustria vede la vittoria di Emma Marcegaglia (che supportava Squinzi) su Luca Cordero di Montezemolo (che sosteneva Bombassei). I due sono da sempre impegnati a contendersi fette di potere dentro l’associazione degli industriali.

La Marcegaglia, con l’aiuto di Squinzi, sconfisse il candidato di Montezemolo, il bergamasco Andrea Moltrasio, alle precedenti elezioni. Il presidente della Ferrari contava di prendersi la rivincita con Bombassei. Non c’è riuscito. E soprattutto la sconfitta non gli consentirà di mettere le mani sul Sole 24 Ore, il quotidiano degli industriali (la cui guida è decisa dalla presidenza di Confindustria), che sarebbe stato tanto utile per una discesa nell’agone politico.

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