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Bergamo

Confindustria: Bombassei tenta il colpaccio in extremis

Di Redazione21 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alberto Bombassei

Alberto Bombassei

BERGAMO — In molti sostengono che la partita sia già chiusa e che Squinzi sarà il nuovo presidente di Confindustria. Tuttavia restano ancora 24 ore al “bergamasco” Alberto Bombassei per tentare di battere l’avversario sostenuto da Emma Marcegaglia.

Domani, 22 marzo, i 189 delegati di Confindustria andranno al voto per decidere il loro nuovo presidente. Nel frattempo il patron di Brembo, come peraltro aveva fatto la settimana scorsa il suo rivale di Mapei, ha inviato una lettera ai vertici della confederazione industriale.

“I prossimi anni – si legge nella missiva – saranno fondamentali per il futuro dell’economia italiana e per le nostre aziende. Elencando le criticità di oggi: una perdita di competitività dell’Italia nei confronti della Germania del 30%, perdite di quote dei nostri prodotti nei mercati Ue, il deterioramento della bilancia commerciale”.

“La forza del nostro paese – sottolinea Bombassei – è la manifattura, bisogna continuare a investire e produrre in Italia, sostenere le pmi. Dopo la crisi dell’estate scorsa tutto è cambiato nel mondo e l’Italia deve cambiare. Il governo vuole procedere con le riforme che da tempo invochiamo. C’è bisogno di una visione di lungo periodo». Secondo Bombassei manca un’analisi che sappia collegare la situazione economica attuale con quella di una futura Italia prospera”.

I compiti di Confindustria, sostiene il patron di Brembo, saranno dunque quelli di “tradurre i bisogni delle imprese in soluzioni da proporre agli organi di governo nazionale e locale, aiutare le aziende ad aprirsi ai nuovi mercati, nel loro impegno per la ricerca e l’innovazione, nei rapporti con il sistema bancario, sappia difendere la dimensione industriale contro le rendite di posizione”.

Non solo: “Occorre che viale dell’Astronomia torni ad essere un luogo per professionisti di altissima qualità. Solo una tecnostruttura di qualità consentirà agli imprenditori un impegno ai vertici confindustriali compatibile con il mantenimento di responsabilità aziendali evitando l’espandersi del fenomeno degli imprenditori confindustriali per professione». E bisogna anche che «i principi etici nella vita associativa siano fermamente rispettati, con discussioni in «organi snelli e non pletorici”.

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