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Bergamo

A Bergamo la grande voce jazz di Mario Biondi

Di Redazione20 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Biondi

Mario Biondi (foto courtesy M.Barbaglia)

BERGAMO — La voce jazz italiana più famosa nel mondo, quella di Mario Biondi, sarà assoluta protagonista di un concerto organizzato dalla Agenzia Newstar al Teatro Creberg di Bergamo il 3 aprile alle 21.30.

Il crooner sarà sul palco con gli “Italian Jazz Players” dopo aver registrato una serie di sold out nei due templi del jazz europei: l’Istanbul Jazz Center nell’omonima capitale turca e il Ronnie Scott’s di Londra.

Biondi porterà in scena lo spettacolo “Jazz Set – The Italian Jazz Players”, nel quale sarà ricreata la magica atmosfera degli storici jazz club e in cui oltre ai brani del suo ultimo album, il crooner proporrà i suoi più grandi successi reinterpretati in chiave jazz, da “If” a “This is what you are”, passando per “I love you more”, ricreando la magica atmosfera dei club più prestigiosi.

Prodotto da F&P, i concerti promettono di essere ciascuno un vero e proprio evento unico nel suo genere in cui il pubblico avrà modo di apprezzare tutta la grande versatilità del musicista catanese e degli artisti che nelle date di Roma e Milano lo affiancheranno sul palco.

Una voce calda, profonda, sensuale, eppure limpida e sicura: Mario Biondi, all’anagrafe Mario Ranno, ha coltivato con cura e pazienza la sua passione musicale, a partire dagli ascolti fatti già in tenerissima età accanto al padre cantante, Stefano Biondi, in ricordo del quale Mario ha assunto l’attuale nome d’arte. Tante diversissime esperienze sono valse a formare il grande artista d’oggi: dai cori in chiesa ai turni nelle sale di registrazione per etichette di nicchia, senza trascurare lo studio e il perfezionamento della lingua inglese, lui, catanese per nascita e per indole.

Appassionato di musica soul, dal 1988 apre alcuni concerti di interpreti ed autori del panorama internazionale, primo tra tutti Ray Charles. Ma l’opportunità più grande gli si prospetta con la pubblicazione in Giappone del singolo This is what you are, che rimbalza sulla consolle di Norman Jay, celebre dj della BBC1, che – innamorato del pezzo – lo rilancia per tutta Europa. Nel 2006 esce per Schema il primo album, Handful of Soul. Il disco si articola in 12 brani, alcuni inediti ed altri tratti dal repertorio classico: una scelta accurata dalla quale Mario ha escluso gli standard più frequentati. L’esordio è accolto subito con grande calore dal pubblico tanto quanto dagli addetti ai lavori così da conquistare ben quattro dischi di platino in pochi mesi. Nello stesso anno Mario partecipa ad Alex – Tributo ad Alex Baroni con la canzone L’amore ha sempre fame.

Il 2007 è un anno particolarmente intenso per Biondi e lo vede impegnato su più progetti d’ampio respiro: partecipa al festival di Sanremo nelle vesti di ospite big duettando con Amalia Grè nella canzone in concorso Amami per sempre. Poco dopo pubblica il singolo No matter, in collaborazione con DJ Fargetta. E sempre di quest’anno è la pubblicazione del doppio live I love you more, nel quale Mario canta affiancato dalla Duke Orkestra. Anche questo nuovo album si rivela presto un successo discografico, conseguendo 2 dischi di platino. Il lavoro include la ghost track This is what you are, uno dei brani più amati del repertorio dell’artista catanese.

Il 2008 apre una nuova, divertente prospettiva: l’interpretazione di due brani della colonna sonora del rifacimento del grande classico disneyano del cinema d’animazione Gli Aristogatti: le canzoni Everybody wants to be a cat (“Tutti quanti voglion fare il jazz”, nella versione italiana) e Thomas O’Malley (“Romeo il gatto del Colosseo”). E’ di quest’anno la partecipazione a trasmissioni televisive tra le più seguite: “Mai dire Martedì” con la Gialappa’s band e – su invito di uno dei più grandi compositori del XX secolo, Burt Bacharach – una nuova partecipazione sanremese in duo con Karima Ammar nella canzone Come in ogni ora. Mario duetta inoltre con Renato Zero nel brano Non smetterei più, incluso in Presente, ultimo album di inediti dell’artista romano.

If, pubblicato nel 2009, è il secondo album di inediti di Mario Biondi, lavoro che inaugura la collaborazione con la sua nuova etichetta, Tattica. Il disco, registrato tra Roma e Rio de Janeiro e anticipato in radio dal singolo Be lonely, canzone che vanta una permanenza di mesi nell’air-play dei maggiori network nazionali, si caratterizza per il respiro internazionale del progetto artistico e della produzione, avvalorati dal prezioso contributo degli archi registrati a Londra dalla Telefilmonic Orchestra London e da musicisti tra i più affermati del panorama mondiale: da Herman Jackson (piano) a Michael Baker (batteria), da Jacqués Morelenbaum (violoncello) a Ricardo Silveira (chitarra), da Sonny Thompson (basso e chitarra) a Lorenzo Tucci (batteria), da Fabrizio Bosso (tromba) a Giovanni Baglioni (chitarra). In questo lavoro Biondi dà vita a un soul- jazz caldo e passionale, che sa interpretare con accenti ironici. La collaborazione con Burt Bacharach, nata in occasione del duo con Karima al Festival di Sanremo 09, si approfondisce ed arricchisce con un dono – generoso e prezioso – di Bacharach a Mario: il brano Something that was beautiful, inserito tra le tracce del disco.

If consacra Mario Biondi al grande pubblico e si traduce in un nuovo successo di vendita, vincendo 3 dischi di platino e raggiungendo – con la pubblicazione in digitale (distribuzione Kiver / Tattica) – un vero e proprio record di permanenza in classifica iTunes: per oltre 2 mesi risulta infatti tra i dieci album più venduti dal primo canale digitale italiano. La fama internazionale di Biondi è confermata anche dal fatto d’essere uno tra i primissimi artisti italiani ad avere un profilo su Ping, il social network di iTunes, lanciato nel settembre del 2010. Ed a questa fama è da ascrivere una nuova, prestigiosa collaborazione artistica: quella con Bluey, leader degli Incognito, che ha remixato No’ Mo’ trouble, un brano estratto da If, in vetta all’air play radiofonico italiano per tutta l’estate. Bluey, entusiasta di questa prima collaborazione, ha chiesto a Mario di partecipare al disco col quale la storica band festeggia i suoi trent’anni di carriera interpretando due canzoni: un duetto insieme a Chaka Kahn e un brano da solista (Can’t get enough), osannato dalle radio londinesi.

Mario torna a vestire i panni del doppiatore di personaggi d’animazione e di interprete delle loro canzoni nell’autunno 2010, con la partecipazione al film disneyano Rapunzel – l’intreccio della torre, in cui presta la sua voce al brigante dal cuore tenero Uncino, e ancora nell’aprile 2011, diventando il cattivissimo pappagallo Miguel nel film Rio. Il 26 novembre 2010 esce per Tattica il doppio live Yes, you, una testimonianza del tour estivo che Biondi ha portato sui maggiori palchi italiani, registrando il tutto esaurito. Il 21 maggio 2011, per i suoi 40 anni, Biondi inaugura al Gran Teatro di Roma il nuovo Tour, con la Big Orchestra da 40 elementi.

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