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Lettere

Sul diritto alla salute

Di Redazione19 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una corsia d'ospedale

Una corsia d'ospedale

In Italia abbiamo le normative, che sono delle migliori del mondo, a cominciare dell’articoli 32 della nostra bella costituzione, diritto alla salute per tutti i cittadini. La legge 833 del 1978 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, che contiene dei principi, di uguaglianza di trattamento, decentramento di gestione e unificazione di intervento su tutto il territorio nazionale, contiene anche degli obiettivi di prevenzione, cura e riabilitazione.

Certo che per rispettare questi principi e per raggiungere questi obiettivi, ci vorrebbe una seria programmazione, con un Piano sanitario nazionale, che risponda al meglio ai bisogni di salute dei cittadini, poi anche un Piano sanitario regionale, sappia organizzare con efficienza ed efficacia tutte le strutture sanitarie e convenzioni sul territorio, eliminando anche tanti sprechi, anche a livello locale, le Aziende Ospedaliere e le Aziende Sanitarie Locali, che sia fatto un serio Piano sanitario locale ed ospedaliero, sappia organizzare i servizi alle persone in base ai loro bisogni di salute.

A livello nazionale dico basta tagli alla sanità, non spendiamo troppo, il 9,5 per cento del prodotto interno lordo, a confronto della Germania che spende l’11,5,  molto di più, se mai bisogna spendere meglio. I tagli bisognerebbe farli sulle spese militari e sugli armamenti, esempio sospendere l’acquisto dei 131 cacciabombardieri americani, che sono strumenti di morte e con un costo veramente spaventoso 15 miliardi di euro, è più opportuno investire in salute e difendere il valore della vita. Da parte delle regioni organizzare meglio tutte le strutture, eliminare gli sprechi, superare doppioni o triploni, meno consulenze costose, appalti trasparenti meno clientelari, poi che siano nominati direttori generali di Aziende sanitarie locali e ospedaliere con criteri in base alle capacità, preparazione, responsabilità, al merito e trasparenza.

I direttori generali siano in grado di organizzare al meglio i servizi alle persone bisognosi di salute, ci vorrebbe meno personale dipendente precario, avere Infermieri Professionali a sufficienza, superando la cronica carenza, fare tutto il possibile per superare le liste di attesa troppo lunghe per tante prestazioni sanitarie, poi eliminare tante altre disfunzioni.

I medici di base vanno organizzati meglio, raggrupparli, affiancarli anche dal pediatra e geriatra, aperti più ore al giorno, potrebbero potenziare la qualità del servizio e fare come filtro su tante prestazioni evitanto poi di andare ad intasare i pronto soccorso, come leggiamo dai giornali in questi giorni, che va a scapito dei malti più gravi, poi potenziare l’assistenza domiciliare. Perciò io dico che il personale dipendente al Servizio sanitario nazionale, lavora con professionalità, umanità, con scienza e coscienza, che nonostante la carenza di programmazione da parte della classe dirigente, riesce a garantire una sanità che fa essere una delle migliori del mondo. Il punto è a livello governativo a tutti i livelli, che non fanno a sufficienza per per eliminare i disservizi e le disuguaglianze di trattamento, venendo meno al principio del diritto alla salute uguale per tutti i cittadini. Esempio chi ha una malattia rara, per arrivare ad una diagnosi tempi troppo lunghi, poi diagnosticata, i malati devono spostarsi da una regione all’altra per trovare una cura appropriata, quando invece ci vorrebbe almeno un centro ogni regione d’Italia.

Sono da incoraggiare, aiutare e ammirare le tante associazioni di volontariato di queste malattie rare, che fanno tanti sacrifici, lavorano gratis, elaborano progetti per la ricerca e altri, organizzano convegni, incontri, feste, manifestazioni, per farsi conoscere, per autofinanziarsi e finanziare dei progetti. In particolare vorrei incoraggiare pubblicamente un’associazione di volontariato nata da pochi anni si chiama S.I.M.B.A. Che si occupa della malattia di Behcet, sono in pochi però determinati, stanno lavorando bene, con entusiasmo e tenacia, hanno incominciato anche ad elaborare progetti di ricerca e altri su questa malattia, hanno bisogno di sostegno e di incoraggiamento, questi progetti possono avere dei limiti, ma è sicuramente una buona partenza.

Cari cittadini dobbiamo interessarci tutti di più e meglio, con responsabilità, entrare in associazioni di volontariato, nelle istituzioni ad ogni livello, nei sindacati, per portare avanti le nostre proposte, con un impegno serio e costante, se faremo tutti la nostra parte per migliorare la sanità, l’obiettivo del diritto alla salute come prevede la nostra costituzione sarà garantito a tutti i cittadini in eguale misura e l’obiettivo di una ottima sanità.

Francesco Lena

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