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Esteri

Il Giappone investe su un nuovo sistema anti-tsunami

Di Redazione16 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo tsunami dell'11 marzo 2011

Lo tsunami dell'11 marzo 2011

TOKIO, Giappone — Dopo il terremoto, lo tsunami e Fukushima, il Giappone ha deciso di investire igenti risorse economiche su un nuovo sistema anti-catastrofe. L’ha spiegato oggi a Roma, intervenendo al primo Simposio Italia-Giappone su scienza, ricerca e tecnologia, il viceministro dell’Educazione nipponico Kanji Fujiki.

Il paese del Sol Levante ha sempre puntato molto sulla tecnologia e la ricerca scientifica. E, dopo la tripla catastrofe dell’11 marzo del 2011 metterà in campo un nuovo sistema di prevenzione dei disastri naturali.

“Dopo il disastro abbiamo dovuto modificare le nostre politiche su scienza e tecnologia, perché molte di queste politiche sono state colpite”, ha spiegato Fujiki. Il sistema di previsione a lungo termine dei terremoti nipponico aveva sì messo in conto l’eventualità di un terremoto nelle aree poi effettivamente colpita ma è stato “incapace di prevedere la portata della catastrofe provocata dallo tsunami”.

Per questo motivo, nell’ambito delle risorse destinate alla ricostruzione del Giappone nordorientale (pari a poco meno di 30 miliardi di euro), una quota è stata destinata alla realizzazione di nuovi sistemi di allarme. In particolare, 19,03 miliardi di yen (circa 175 milioni di euro) sono stati destinati alla costruzione di una nuova rete di osservazione sismica per la fossa oceanica del Giappone e un sistema di preavviso “in tempo reale” contro gli tsunami.

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