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Trentun Comuni bergamaschi a difesa dei prodotti italiani

Di Redazione15 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Prodotti italiani

Prodotti italiani

BERGAMO — Sono 31 i comuni bergamaschi che hanno già adottato la delibera proposta da Coldiretti per sostenere il made in Italy e stigmatizzare l’uso di fondi pubblici per produzioni estere che fanno poi concorrenza a quelle nazionali. Altri stanno per deliberare.

Per denunciare questo grave problema domani mattina 15 marzo 2012 alle ore 9.30 in piazza Montecitorio a Roma migliaia di manifestanti da tutta l’Italia parteciperanno all‘iniziativa promossa dalla Coldiretti e dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, insieme ai cittadini e ai rappresentanti delle istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai Sindaci con i loro gonfaloni provenienti dalle diverse Regioni. Presidieranno anche il ministero dello Sviluppo Economico in via Veneto 33 e la sede della Simest in Largo Ottavio Tassoni.

Sarà presentato un caso eclatante di spreco di risorse pubbliche a danno degli italiani ed una analisi sul valore del marchio made in Italy e sulle opportunità economiche ed occupazionali che possono derivare da una sua più efficace tutela.

Il marchio Italia è il principale patrimonio del Paese che non viene adeguatamente tutelato e rispettato ed è invece spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato  come dimostra il caso emblematico del falso made in Italy di Stato rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, che sarà portato per la prima volta in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un esempio in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del made in Italy.

Sarà un modo per denunciare gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese: dal mancato divieto per legge del finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero made in Italy alle sperequazioni determinate dall’Imu in agricoltura che aumenta in maniera maggiore per chi la terra la usa per vivere rispetto a chi la dispone per divertirsi o speculare, fino ai ritardi accumulati sull’applicazione della legge nazionale sull’etichettatura per fare sapere agli italiani quello che mangiano.

In provincia di Bergamo si sono schierati in difesa del made in Italy approvando la delibera proposta da Coldiretti anche la Camera di Commercio di Bergamo, la Comunità Montana Valle Brembana, la Comunità Montana Valle di Scalve, la Comunità Montana Valle Imagna, il Consorzio di Tutela Valcalepio e il Consorzio dei produttori del formai de Mut dell’Alta Valle Brembana.

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