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Politica

Pdl Bergamo: le anomalie del primo coordinamento

Di Redazione15 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Angelo Capelli

Angelo Capelli

BERGAMO — E’ stata una riunione decisamente anomala, la prima del coordinamento provinciale del Pdl. Per molti motivi. Primo fra tutti per un singolare idillio fra maggioranza e minoranza, ovvero fra formigoniani e laici, che non si era mai registrato prima.

Nonostante le notizie di cronaca giudiziaria in arrivo, su cui nessuno si è soffermato, i due schieramenti che si erano aspramente confrontati al congresso sembrano aver sepolto l’ascia di guerra e, almeno a parole, hanno entrambi ravvisato la necessità di lavorare congiuntamente per il futuro del partito.

Assenti i parlamentari (presi da impegni istituzionali), presente il giovane Zucchinali non compreso nella lista del coordinamento, nei loro discorsi il coordinatore Angelo Capelli e il vice Basilio Mangano hanno fatto aperture nei confronti dei laici, molto apprezzate da Enrico Piccinelli. Necessità di collaborare, gestione per certi versi condivisa, democratizzazione del partito sono state le linee guida dei loro interventi.

Gran parte dei discorsi successivi si sono concentrati sulle amministrative in arrivo, sulla possibilità di lasciare ai sindaci la gestione delle elezioni, sull’importanza di un ritorno al territorio, sullo spirito di servizio nei confronti del partito, sulla collaborazione “per il bene del Pdl”. Mentre qualcuno ha sottolineato che, pur nel rispetto dei numeri, la maggioranza deve governare e la minoranza portare il suo contributo.

Unica nota stonata, secondo quanto trapelato, una lettera molto polemica di Carlo Saffioti, letta da Matteo Oriani, in cui, l’ex coordinatore si sarebbe lamentato delle critiche ingenerose di Capelli nei suoi confronti e in quelli della sua gestione, delle scorrettezze subite e lamentele via discorrendo. Una missiva fuori tempo e fuori luogo, a detta di molti, vista la “corrispondenza di amorosi sensi” che si stava formando fra maggioranza e minoranza. E’ toccato ad Oriani cercare di smorzare i toni dicendosi pronto alla fattiva collaborazione con Capelli, sempre per il bene del partito.

Tutto a posto, dunque? Non proprio. Il clou della serata – e delle anomalie che citavamo in apertura – è arrivato sul finale della riunione, con l’intervento di Marcello Raimondi. Seduto accanto ai coordinatori (procedura abbastanza inusuale in incontri ufficiali), l’assessore regionale ha preso la parola per ultimo, per il discorso di chiusura della serata che, di norma, spetterebbe a Capelli. Ma è soprattutto quanto ha detto che ha lasciato di stucco.

Più realista del re, riferiscono le fonti, Raimondi avrebbe rimesso in ordine i tasselli: bene la gestione unitaria del partito ma con il programma che ha vinto, ovvero quello dei formigoniani; bene la collaborazione fra formigoniani e laici, ma sul sistema di valori contenuto nel programma, ovvero quello ciellino. Bene il confronto, ma sulle centinaia di pagine che compongono la parte non pubblicata del programma: come a dire, cari laici le idee ce le abbiamo già, se volete, aiutateci a metterle in pratica.

Raimondi, poi, ha messo le cose in chiaro. Da autentico leader (di corrente e di partito) ha parlato della necessità che il Pdl di Bergamo si faccia portatore d’innovazione. In tutti i campi, compreso quello economico. Specie in quelle enclave in cui, fin dagli anni Ottanta, domina una “gerontocrazia” che comprimerebbe e manterrebbe immobile il sistema economico bergamasco.

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