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Economia

Jannone “demolisce” Ubi Banca (video)

Di Redazione13 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Jannone e Dario Alfero presidenti delle associazioni Azionisti Ubi

Giorgio Jannone e Dario Alfero presidenti delle associazioni Azionisti Ubi

BERGAMO — Una disamina spietata. Venti minuti per demolire, pezzo dopo pezzo, Ubi Banca e prepararsi a ricostruirla. Giorgio Jannone, presidente dell’Associazione Azionisti Ubi di Bergamo ha convocato i giornalisti per mettere sulla graticola gli attuali vertici dell’Istituto bancario nel tentativo di rivitalizzarlo e renderlo più efficiente.

“Non ci interessa entrare nella banca in questa fase” ha precisato Jannone che con la sua associazione ha raccolto finora oltre 2800 azionisti. Lo showdown con l’attuale managment però è solo rimandato. Al 2013 quando l’assemblea andrà ad elezioni “e allora lì si vedrà chi ha il sostegno reale degli azionisti” ha precisato il parlamentare.

“Il nostro intento non è polemizzare ma proporre soluzioni positive e rigorose” ha spiegato Jannone, affiancato da Dario Alfero, presidente dell’Associazione di Cuneo. Ma intanto l’analisi della magagne è puntuale e micidiale. “Siamo preoccupati dall’andamento del gruppo” ha detto Jannone snocciolando la lista della cose che non vanno. Dal progressivo distacco con il territorio bergamasco e le imprese, vero capitale dell’istituto bancario, alle decisioni importanti accentrate verso la holding, dai compensi troppo elevati del managment alle dispendiose consulenze esterne, dalla disaffezione dei dipendenti alle critiche dei sindacati, dal piano industriale “totalmente disatteso” alle “sofferenze fra le più alte del sistema”, fino al titolo precipitato e ai capitali conseguentemente bruciati. “Noi vogliamo un nuovo modello di banca federale – ha aggiunto Jannone – un modello snello per evitare sprechi” per un istituto di credito che attualmente conta 241 amministratori e 90 sindaci, “con incarichi elargiti a pioggia” mentre il numero dei correntisti è drammaticamente calato.

I risultati di bilancio molto negativi, il crollo dei titoli in Borsa, la probabile assenza di dividendi da distribuire ai soci, la diminuzione verticale del numero di conti corrente, l’andamento preoccupante delle controllate, le recenti aspre critiche e prese di posizione dei principali sindacati, i ripetuti rilievi delle autorità di vigilanza impongono rapidi cambiamenti gestionali che i soci non possono più attendere, pena la distruzione dell’antico patrimonio delle banche facenti parte del Gruppo UBI (come sta avvenendo per molte controllate). Nel contempo, le due associazioni, evidenziano molti tra Consiglieri di Gestione e di Sorveglianza del Gruppo UBI, cumulano cariche in contrasto con il disposto dell’articolo 36 della L. n. 214 del 22.12.2011 che vieta la contestuale appartenenza a organi statutari di società concorrenti.

Le due associazioni di Cuneo e Bergamo hanno inoltre evidenziato la necessità di convocare al più presto l’assemblea straordinaria dei soci per modificare l’art.30 dello Statuto Societario che risulta in palese contrasto con il disposto dell’art.36 sopra citato.

Alfero e Jannone hanno illustrato il piano comune strategico volto alla gestione delle prossime assemblee dei soci, annunciando la volontà di presentare liste comuni per il Consiglio di Sorveglianza e di Gestione.

Secondo Giorgio Jannone “siamo certi di aver ormai i numeri necessari per conquistare tutte le maggioranze assembleari. Da qui alla prossima Assemblea del 2013, assise in cui tutte le cariche statutarie giungeranno a fine mandato, o meglio ancora, da qui alla prima scadenza assembleare, saremo comunque pronti alla conta, anche per garantire l’atteso ricambio”.

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