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Editoriali Politica

Nuovo piano urbano del traffico: la sconfitta della politica

Di Redazione12 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una zona a traffico limitato

Una zona a traffico limitato

Egregio Direttore,

ho visto in anteprima  il nuovo Put (Piano Urbano del Traffico), non ancora definitivo ma chiaro nelle sue linee guida,  croce e delizia di ogni assessore cittadino che ne deve trattare il tema, assessore che, spesso consapevole di fare interventi poco graditi ai cittadini, tende a nascondere le verità a volte non conformi, se non contrarie, alle promesse elettorali.

Questo Piano pecca già nella scelta del coordinamento del Gruppo di lavoro, infatti lo stesso è affidato ai soli assessori al traffico e ambiente, dimenticando che qualsiasi intervento sul traffico di una città necessita della collaborazione di molti assessorati, nella fattispecie quelli all’urbanistica, al commercio al turismo e alla cultura. In pratica un Put dovrebbe essere condiviso dalle varie realtà che contribuiscono alla vita sociale della città.

1) Nel Piano si legge: “il trasporto pubblico urbano di Bergamo registra buoni livelli di utilizzo rispetto a realtà urbane nazionali confrontabili… non si rilevano particolari esigenze di sviluppo della capillarità del servizio”. Peccato che nella commissione che ha redatto il piano ci sono ben 5 rappresentanti dell’ATB , pari al 27 per cento della commissione formata inoltre da 4 rappresentanti dell’ufficio mobilità, 2 per la sicurezza stradale, 3 supporto VAS e 2 per l’autorità competente più coloro che hanno svolto indagini specialistiche e territoriali. Inoltre la dichiarazione nel piano è in contraddizione con quanto affermato in campagna elettorale dall’attuale maggioranza ( “bisogna sbloccare la mobilità con una nuova rete di trasporto pubblico”) che ai tempi fece fece una dura opposizione all’attuale mobilità voluta dall’allora assessore Cattaneo.

2) Per quanto riguarda le ZTL (zone a traffico limitato) il piano dice: “Sono confermate le attuali zone a traffico limitato”. Anche qui si smentisce quanto detto sul tema in campagna elettorale dove si diceva: “rivedere il sistema di corsie preferenziali, zone 30, piste ciclabili, zone a traffico limitato perché oggi in alcuni casi creano più problemi di quanti ne risolvono”. Come volevasi dimostrare nel piano vengono confermate le attuali zone 30  e le piste ciclabili.

3) L’attuale piano propone una corsia preferenziale per autobus in via Borgo Palazzo dall’altezza dell’incrocio di Viale Pirovano a Piazza S. Anna e una in via Broseta. Proposte già presentate anni or sono e bocciate proprio dall’attuale maggioranza e dalle stesse persone che oggi le ripropongono, quando erano sui banchi dell’opposizione.

A prescindere da tutte queste contraddizioni e  di queste promesse non mantenute, per le quali i cittadini hanno votato l’attuale maggioranza, il piano è un non  piano, vecchio e senza alcuna pretesa né chance di incidere sul traffico cittadino.

E’ anche velleitario; come per esempio gli interi capitoli sull’istallazione di centraline per la ricarica di auto elettriche distribuite su territorio cittadino, in considerazione del fatto che le auto elettriche prima di essere commercializzate su larga scala.

4) Apprezzabile l’esempio di lungimiranza dovuto alla  proposta di nuove zone pedonali, ma anche qui, come dice Don Abbondio: “ il coraggio uno non se lo può dare” e allora la pedonalizzazione di via Tasso sarà solo il sabato pomeriggio e la domenica, e non tutti i giorni,  in vista di un sentierone allungato che aveva senso se si fosse fatto il polo museale nella Caserma Montelungo: Purtroppo, grazie al denaro dato da privati, anche qui la politica ha ceduto il posto alla finanza accettando di trasferire la galleria d’arte moderna in periferia, dimenticando quanto detto in campagna elettorale: “la ristrutturazione della Caserma Montelungo deve essere l’occasione per ridisegnare un “Sentierone allungato”che vada dal Triangolo al parco Suardi” o ancora”l’area richiede un intervento urgentissimo…Abbiamo un’occasione irripetibile di ridisegnare una parte importante della città,, al termine di quel “Sentierone allungato che sarà il rinnovato salotto di Bergamo…la migliore destinazione è quella di un polo culturale, mussale, turistico, collegato attraverso il Parco Suardi alla Carrara, che costituisca un polmone di  verde e cultura al centro di Bergamo”.

5) Nel piano si parla di sicurezza negli attraversamenti pedonali ma non si parla di intervenire su passaggi troppo rapidi per i pedoni, vedasi via  Frizzoni-Camozzi e Porta Nuova- Sentierone

Per quanto riguarda la prima, se si vuole parlare di città a livello di cittadini, non ha senso avere una strada a scorrimento veloce di 4 corsie in pieno centro.

6) ultimo punto è l’affermazione seguente.”la politica della sosta dovrà essere basata sull’incentivazione di comportamenti virtuosi , riservando le aree centrali alla sosta dei residenti”, non si capisce allora perché fino ad oggi si è lavorato in modo contrario con nuove soste in via Papa Giovanni XXIII e Via Spaventa.

Questo Piano, è un susseguirsi di smentite di quanto promesso in campagna elettorale infatti, per concludere in bellezza, si rifà al Piano di Governo del Territorio per il quale si disse: “Il piano di Governo del territorio va profondamente rivisto e migliorato”.

La conclusione è che il cittadino di Bergamo, sarà disorientato e si sentirà a disagio verso comportamenti che non corrispondono alla sua volontà espressa dal voto delle ultime elezioni amministrative, con grave pregiudizio ad un’eventuale riproporsi dell’attuale maggioranza.

Mirko Isnenghi
ex presidente Prima Circoscrizione e capogruppo Pdl

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