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Politica

Dall’inchiesta Boni spuntano le cave d’amianto

Di Redazione9 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Davide Boni

Davide Boni

MILANO — I magistrati che indagano sul presidente leghista del Consiglio regionale, Davide Boni hanno interrogato ieri Giovanni Rossetti, imprenditore del business delle cave e azionista di Krisalyde, l’azienda che puntava a realizzare a Lonate Pozzolo un megaimpianto per lo smaltimento dell’amianto.

Secondo il “pentito” dell’inchiesta, Michele Ugliola, per sbloccare il progetto – osteggiato dagli abitanti della zona e fermo in Regione – vennero stanziati duecento milioni di euro da versare a Boni e al suo braccio destro Dario Ghezzi.

Rossetti, dal canto suo, ha smentito: “Nessuna tangente, il progetto è fermo perchè danneggia gli interessi dei signori delle discariche”. E alle accuse di Ugliola sulle tangenti che sarebbero state pagate in Regione, replica che “non so perchè dica queste cose. Forse perché lavorava per noi e lo abbiamo rimosso dall’incarico perchè non eravamo assolutamente soddisfatti delle sue prestazioni”.

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