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Omicidio Bob Kennedy: nuove prove, caso riaperto

Di Redazione8 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Robert Kennedy

Robert Kennedy

LOS ANGELES, Usa — Gli avvocati di Sirhan Sirhan, il folle condannato per l’assassinio di Robert Kennedy il 5 giugno 1968, hanno consegnato a un tribunale di Los Angeles alla fine di febbraio “prove formidabili” dell’innocenza del loro cliente, di cui chiedono l’immediata liberazione.

Sirhan, oggi ha 67 anni. Sta scontando l’ergastolo nel carcere di Pleasant Valley, a Coalinga, in California. Per anni è stato ritenuto responsabile della sparatoria con il ferimento di 6 persone quella sera del 1968 nella cucina dell’hotel Ambassador, in cui morì Robert Kennedy, candidato alla presidenza degli Stati Uniti.

Secondo i legali William Pepper e Laurie Dusek, l’uomo che ha colpito a morte Bob Kennedy, che aveva appena annunciato la vittoria alle primarie del Partito democratico, non è Sirhan. Il loro assistito sarebbe stato condizionato tramite ipnosi, affinché i suoi spari distogliessero l’attenzione dal vero omicida.

L’attentato, per gli avvocati dell’unico condannato, sarebbe stato eseguito da un altro sparatore. Ma non si tratterebbe nemmeno di Thane Eugene Cesar la guardia privata che al momento dell’agguato camminava alle spalle di Kennedy e che estrasse la pistola di servizio dopo che Sirhan aveva esploso i primi colpi. Si prospettano sorprese.

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